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Pisa

«La notizia non ci coglie di sorpresa»

«La notizia non ci coglie di sorpresa»

Sbrana (Confesercenti): segnali evidenti. Pieragnoli (Ascom): le imprese oneste chiedono legalità

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PISA. «Purtroppo la notizia delle infiltrazioni camorristiche nel tessuto economico pisano non ci coglie di sorpresa. Da tempo avevamo alzato le antenne partendo dal nostro osservatorio antiusura nella provincia di Pisa dal quale emergeva una avanzata della criminalità organizzata. Preoccupazione che ha trovato nel prefetto Tagliente e nelle forze dell'ordine una risposta forte e concreta».

È il commento del direttore di Confesercenti Toscana Nord Marco Sbrana dopo il sequestro di alcune attività di ristorazione legate alla camorra.

«Una risposta forte da parte delle autorità per dimostrare come la legalità sia la strada maestra da seguire – dice ancora Sbrana –. Da sempre abbiamo chiesto impegno a tutela del tessuto economico pisano, di quello che sta lottando senza arrendersi ad una crisi senza precedenti. Una crisi che porta, purtroppo, molti imprenditori ad alzare bandiera bianca e di conseguenza a disfarsi delle loro attività senza stare attenti ai nuovi acquirenti. Queste sono le maglie larghe in cui la criminalità ha la capacità di infiltrarsi – spiega il direttore di Confesercenti Toscana Nord – trovando in questo caso le forze dell'ordine attente e puntuali. Bisogna quindi lavorare sia dal punto di vista della prevenzione e della repressione di queste forme di illegalità, ma anche offrire sponde agli imprenditori che in difficoltà vogliono ancora resistere. A cominciare da un più facile accesso al credito, passando poi ad imposte locali che non diventino oppressive».

«Chi gioca sporco non teme la crisi, né ha paura di tasse e di controlli. Chi gioca sporco rischia di prevalere sempre, proprio a danno dei tantissimi imprenditori onesti che ancora, nonostante tutto, resistono – è il commento del direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli –. L'operazione anticamorra, alla quale plaudiamo, porta alla luce la debolezza e l'incongruenza del nostro sistema economico, dove la normale logica concorrenziale viene troppo spesso accantonata a favore di soggetti che possono contare su aderenze tutt'altro che trasparenti, attingendo a somme di denaro di provenienza illecita. Sono gli imprenditori onesti, regolari e scrupolosi, ma vessati da una tassazione insostenibile e da una burocrazia costosa, a chiedere con forza il rispetto della legalità e delle regole. Sono loro, con la loro semplice esistenza, gli anticorpi naturali alle economie criminali di ogni tipo, che si parli di infiltrazioni mafiose piuttosto che di contraffazione e abusivismo commerciale. Senza gettare il discredito su di una intera categoria, auspichiamo il pugno di ferro verso tutti coloro, una minoranza, che operano fuori dalle regole, nel mondo sommerso e criminale dell'illegalità. Al contrario, riconosciamone il valore e garantiamo tutti maggior sostegno, tutela e protezione, al resto delle imprese regolari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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