Sicurezza
Droni pisani: le sentinelle spaziali
L’Ids lancia i nuovi modelli fra i clienti c’è la Difesa Usa
Quattro nuovi droni sono stati presentati dall’Ids Ingegneria dei sistemi Spa, una realtà di eccellenza tecnologica fondata a Pisa nel 1980 e stranamente più nota in Australia, Regno Unito, Canada e Brasile dove ha delle consociate e molte commesse. Il nome vero degli apparecchi è Uav (Unmanned aerial vehicle - veicoli aerei senza equipaggio), ma nell’immaginario collettivo sono identificati con il termine
droni. Colibrì (sorveglianza all’interno degli edifici), Hero (monitoraggio minerario e minerale), Manta (controllo delle frontiere e stima di eventi catastrofici) e Stark (ricognizione tattica e monitoraggio flora/fauna) sono i quattro modelli e ognuno è specializzato in un campo diverso e ha caratteristiche che lo rendono utile in un ambito particolare: c’è quello capace di stare fermo in aria – come un elicottero – e il drone che vola come un aereo ma può essere paracadutato in mare, dove è capace di galleggiare. Il modello di punta è senza dubbio Hero, un gioiello a decollo e atterraggio verticale, che ha la possibilità “classica” di essere controllato da terra (un operatore segue il volo e un altro controlla i numerosi sensori) e quella rivoluzionaria di fare tutto da solo: può partire e tornare da una missione senza alcun intervento umano e capisce le situazioni di pericolo, attivando eventuali procedure d’emergenza, tra cui anche l’interruzione della missione. Il grande rischio di quest’attività è l’assenza di un quadro normativo nazionale e internazionale: per capirsi, quando si costruirono le prime automobili non esisteva ancora il codice della strada. Giovanni Bardelli, presidente di Ids, non sembra preoccupato per le ripercussione sul suo lavoro: «L’Italia è tra i primi paesi che si sta allineando nella tematica di regolamentazione di sistemi unmanned “droni”. Sono uscite le prime regole che ancora non coprono le esigenze operative del mercato; Ids sta lavorando a stretto contatto con Enac ed enti militari, sia per la certificazione delle piattaforme che nell’ampliamento e definizione delle regole di volo».
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