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Cantieri navali, sprint tra cinesi e italiani

Cantieri navali, sprint tra cinesi e italiani

Sono state presentate due offerte per rilevare lo storico marchio nautico: incontro decisivo tra dieci giorni alla Navicelli

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PISA. Ci sono due offerte per gli storici Cantieri navali di Pisa. Una dal gruppo franco-cinese di cui avevamo già parlato (Union Strong Marine Holding) e la seconda da un gruppo italiano, «che è stata formalizzata mercoledì sera», dice Federico Galantini, liquidatore del gruppo Baglietto, finito in concordato preventivo nel giugno 2010 e venduto a pezzi (il cantiere di La Spezia è stato acquisito dal gruppo Gavio per 18,5 milioni). Il punto è stato fatto in un incontro a Firenze convocato dall’assessore regionale Gianfranco Simoncini e al quale hanno partecipato gli assessori ai lavoro di Comune (David Gay) e Provincia (Anna Romei), il segretario della Cgil Gianfranco Francese, rappresentanti della Rsu e della Lega cooperative.

Dieci giorni per decidere. Sembra davvero arrivata alla svolta la lunga e complicata vicenda dei Cantieri, anche se molti aspetti restano da chiarire. Comunque, e questo non è un dettaglio, ai dipendenti è stata rinnovata la cassa integrazione straordinaria: il nulla-osta del ministero copre tutto il 2014. Le due proposte sono state definite da Galantini «serie e concrete». «Ne prendiamo atto - ha detto Simoncini -. Si apre uno scenario importante per l’azienda ed i lavoratori, che sono disponibili a partecipare, anche in forma cooperativa, alla nuova impresa. Auspicando naturalmente tempi rapidi, sottolineo che il tavolo regionale resta aperto per favorire la conclusione della trattativa». Le parti hanno deciso di ritrovarsi il 3 febbraio nella sede della Navicelli, alla darsena pisana.

Cinesi contro italiani. Per quella data Galantini dovrebbe aver deciso quale delle due offerte accettare. Si sa che sono simili sia per quanto riguarda la proposta economica (intorno ai 6,2 milioni di euro) che per le modalità: il mantenimento dei livelli occupazionali e un affitto del ramo d’azienda per sei mesi, periodo considerato strategico da entrambi i soggetti interessati prima di procedere all’acquisizione vera e propria. Dunque, da una parte la Union Strong Marine Holding, alleanza tra imprenditori franco-cinesi messa in piedi per l’occasione, sede legale presso uno studio di commercialista a Viareggio. Dall’altra un gruppo italiano del quale Galantini rivela solo che si tratta di «un’azienda del settore» e che c’è almeno un esponente del management che ha già avuto a che fare con i Cantieri». Sarebbe una cordata, con alla base un fondo di investimento, interessata anche a rilevare gli stampi in vetroresina in Tunisia per continuare questo tipo di produzione. Entrambi i gruppi hanno versato una cauzione.

Concessioni e semilavorati. Simoncini ha inoltre invitato Comune e Provincia ad avviare rapidamente il confronto con la Navicelli, il cui «è decisivo - ha detto - per favorire la positiva conclusione della vicenda e la Regione è disponibile a dare il proprio contributo». La Navicelli, società interamente pubblica, ha tra l’altro il compito di rilasciare le concessioni per svolgere attività in darsena. E’ uno degli snodi, inoltre c’è la sottolineatura dell’assessore regionale sulla «disponibilità dei lavoratori a partecipare, anche in forma cooperativa, alla nuova impresa». Ovvero meno dipendenti diretti. Le proposte di acquisto comprendono il marchio, la concessione ed i tre semilavorati già presenti nel cantiere: imbarcazioni da finire e da vendere. Anche a questo possono servire i sei mesi dell’affitto del ramo di azienda.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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