Il Tirreno

Pisa

Un comitato contro le alluvioni

di Monia Badalamenti
Un comitato contro le alluvioni

A Filettole, con i temporali, via Marconi si allaga e i residenti protestano: «Basta con disagi e danni»

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SAN GIULIANO. Via Marconi, a Filettole, come un fiume in piena. È questa l’immagine fornita da Daniele Bianchi, che ha visto il pavimento di casa sua riempirsi d’acqua piovana proveniente dal monte, sotto il quale si snoda proprio via Marconi, dove ha l’abitazione. Era la notte tra sabato 18 e domenica 19 gennaio. «Abbiamo già raccolto 50 firme – afferma Bianchi – e vogliamo chiedere all’amministrazione comunale di occuparsi di questi episodi. Siamo rimasti alluvionati già due volte».

Il gruppo, non ancora costituito, si chiamerà “Comitato di via Marconi” e chiederà attenzione al Comune: «Siamo pronti a cercare le cause di questi fenomeni insieme a chi per primo ha la competenza per farlo». Il primo episodio si è verificato a novembre di due anni fa e come quest’anno qualcuno oltre all’acqua in casa ha avuto anche qualche danno. Questa volta è accaduto tra la sera di sabato scorso e la mattinata di domenica, nelle ore in cui era prevista la piena del Serchio e Comune, vigili e protezione civile erano allertati nonché all’opera nelle prime ore di domenica con le idrovore. «Il mio vicino di casa ha subito danni agli elettrodomestici – continua Bianchi – lavatrice e scaldabagno guasti per le infiltrazioni d’acqua».

Quasi tutti gli abitanti della via si sono svegliati coi piedi nell’acqua conferma la signora Ivana Fontana del numero 84. E alcuni hanno vissuto qualche disagio più importante come la scuola materna “Immacolata Concezione” delle suore Antoniane: un muretto di confine tra la scuola e la proprietà Mc Hug è crollato bloccando con le macerie il corso dell’acqua, che ha dirottato verso i locali bassi, dove l’acqua è arrivata ad un metro di altezza, e nel piano terra dove vive suor Giacinta, madre superiora dell’istituto. «Mi sono alzata la domenica intorno alle 7,30 e ho trovato tutto allagato in casa - dice -. Tre anni fa abbiamo realizzato dei lavori di scarico dell’acqua e rifatto il pavimento dell’atrio proprio per incanalare meglio le acque piovane, ma il crollo del muretto non era previsto insieme alle sue conseguenze».

Un altro muretto a secco ha ceduto, informano le suore, dove abita la signora Rosa Collatina al numero 56: all’angolo tra via Marconi e un sentiero che sale per il monte, la velocità dell’acqua scende con forza perché trova spazio. Proprio alla fine del sentiero, all’imbocco di via Marconi ma sull’altra sponda l’acqua giunge diretta come ci spiega la signora Antonelli: «Avere l’acqua in casa alle 11 di sera e poi con dei bambini piccoli non è piacevole - dice -. Almeno cinque centimetri: l’acqua era ai divani. Eravamo spaventati perché insieme alle piogge dal monte arrivano pietre, fango, rami». Anche secondo la signora Antonelli, il Comune (che intanto secondo le suore Antoniane ha risposto sostenendo che la responsabilità è della mancata manutenzione dei privati sulle fosse del monte) deve partecipare a trovare una soluzione. Intanto anche lei come suor Giacinta hanno firmato la petizione per il costituendo comitato. Qualcuno, come la signora Collatina non ancora, ma, ci tiene a precisare, solo perché non ha avuto l’occasione. Secondo chi ha firmato e chi deve ancora farlo la responsabilità non può essere solo dei privati che terrebbero sporche le fosse del monte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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