Toscana
Incidenti fasulli: 15 chiedono di patteggiare Il pm: sì, ma prima risarcite le assicurazioni
Quindici richieste di patteggiamento e un rito abbreviato per definire con lo sconto di un terzo della pena le proprie posizioni nel processo sui falsi incidenti con truffa alle assicurazioni. Le...
Quindici richieste di patteggiamento e un rito abbreviato per definire con lo sconto di un terzo della pena le proprie posizioni nel processo sui falsi incidenti con truffa alle assicurazioni.
Le istanze sono state presentate ieri mattina al gip Giulio Cesare Cipolletta dai legali di una parte dei 43 imputati per i quali il pm Paola Rizzo ha il rinvio a giudizio.
Il giudice scioglierà la riserva nell’udienza del 16 aprile quando si pronuncerà sui riti alternativi e l’eventuale processo in aula per le altre persone coinvolte nella vicenda.
Nei confronti di chi ha una posizione più grave, con responsabilità acclarate, il pm Rizzo ha condizionato la concessione delle attenuanti - per scendere sotto i due anni e ottenere la condizionale - al risarcimento dei danni alle assicurazioni che si sono costituite parti civili. È un conto che parte da almeno 200mila euro di liquidazioni per incidenti gonfiati o finti ai quali andranno aggiunti gli interessi e le spese legali.
Tra chi ha chiesto di patteggiare ci sono Silana Lucchesi, 61 anni, moglie di Nedo Biagetti (che farà il processo in aula) e contitolare della carrozzeria “Quattro stelle” di Ponsacco, ritenuta l’epicentro delle truffe alimentate anche da diversi agenti della polstrada, alcuni nel frattempo usciti dalla polizia. Uno in particolare ha chiesto di patteggiare dopo aver collaborato con la Procura spiegando il sistema delle truffe a tavolino. (p.b.)
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