Il Tirreno

Pisa

Faceva prostituire la figlia: condannata

di Pietro Barghigiani

Pena di 9 anni. All’epoca la ragazzina aveva 15 anni. Se la cavano i due anziani clienti. «Non consapevoli della minore età»

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PISA. Li chiamava i vecchi. Faceva sesso con quelli che potevano essere i suoi nonni con una differenza di età di almeno 60 anni. Lei era una ragazzina fragile e insicura. Ora ha 23 anni e si porta addosso i segni di un’adolescenza vissuta senza sentimenti. A metterla a disposizione di chi voleva togliersi ogni voglia a letto era la madre che si presentava come la sorella di quella ragazzina “venduta” per avere rapporti in cambio di piccole mance.

Qualche ricarica telefonica da decine di euro o regalini, come si fa tra innamorati.

Ma non c’era alcun barlume di amore nella storia conclusa ieri in Tribunale con una condanna esemplare per la mamma, una siciliana di 47 anni, residente a Pisa, (omettiamo il nome per tutelare la figlia, ndr), accusata di sfruttamento della prostituzione minorile.

Il collegio (presidente Salutini, a latere D’Auria, Degl’Innocenti) le ha inflitto 9 anni e un mese di reclusione e 16mila euro di multa. Il pm, Annamaria Coltellacci, ne aveva chiesti 8. Assolti, perché ritenuti non consapevoli della minore età della ragazza i due “clienti”, noti imprenditori della Valdera, Pierluigi Bottai, impresario edile, 80 anni, di Montopoli Valdarno e Albino Santoni, 82 anni, di Ponsacco. Assoluzione anche per un terzo imputato, Mario Ponticelli, 65 anni, di Pisa, per non aver commesso il fatto.

Lui non era un cliente, ma era accusato di aver favorito nei suoi traffici la mamma dell’allora minorenne.

La prostituzione minorile non è stata stralciata dai reati che erano alla base del processo e per i quali otto imputati, tra albanesi e romeni, sono stati condannati a pene variabili da 2 anni e mezzo a 4 per un’associazione a delinquere legata a truffe di carte di credito e telematiche.

E proprio intercettando la banda, gli investigatori si erano imbattuti nel giro di sesso mercenario avviato dalla mamma con la figlia come unica merce di scambio.

Un pensionato di 77 anni, mediatore tra la donna e gli imprenditori che non hanno negato di aver fatto sesso con la giovane, era già stato condannato in abbreviato a 5 anni. Pena di 4 anni e mezzo anche per l’allora fidanzatino romeno delle minorenne che otteneva parte dei soldi, come la mamma dell’adolescente, ”guadagnati” con gli incontri hard in un appartamento di Pontedera utilizzato come alcova dagli anziani clienti che hanno saputo solo dopo qualche tempo che quelle due donne non erano sorelle, ma madre e figlia.

Nella sua requisitoria il pm ha parlato di ambiente degradato di infimo squallore con «una madre che si presenta come la sorella della figlia, che vuole piacere e che consuma rapporti sessuali con il fidanzatino della ragazzina».

La mamma, in aula, ha ascoltato quelle parole asciugandosi le lacrime. La disperazione, però, è esplosa alla lettura della sentenza.

Non erano presenti gli imprenditori Bottai, chiamato il Cavaliere nelle intercettazioni telefoniche, e Santoni, assistiti dagli avvocati Stefano Del Corso e Giulia Padovani.

Loro quei rapporti sessuali con la giovane, costituita parte civile - ma non contro la mamma - li avevano ammessi. «Ma non sapevamo che fosse minorenne» è stata la loro linea difensiva. Sono stati creduti ottenendo l’assoluzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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