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“Vai, bello, gnamo! Danni la via” E l’ottuagenaria saltò sulla moto

“Vai, bello, gnamo! Danni la via” E l’ottuagenaria saltò sulla moto

PISA. Il capitolo 24 del libro “La fattoria dei malfattori” di Arto Paasilinna s’intiola “lezioni di lingua Savoniana in Lapponia”. Il poliziotto Jalmari va nella casa di riposo dove si trova Emma...

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PISA. Il capitolo 24 del libro “La fattoria dei malfattori” di Arto Paasilinna s’intiola “lezioni di lingua Savoniana in Lapponia”. Il poliziotto Jalmari va nella casa di riposo dove si trova Emma Oikarinen spacciandosi per suo nipote e la porta con sé facendola salire in moto. Ecco come termina il capitolo: «Emma Oikarinen fu pronta in un lampo. Erano appena le sette di sera quando Jalmari Jyllänketo le sistemò la borsa sul serbatoio della moto, salì in sella e aspettò che l’arzilla vecchietta prendesse posto dietro di lui... Ci fu un sospiro di sollievo generale quando finalmente Emma si avvinghiò spavalda a Jyllänketo e gridò:

“Vai, bello, gnamo! Danni la via!!”».

Quindi comincia il capitolo 25 intitolato Jyllanketo e la vecchia finiscono in un puttanaio: «Jalmari Jyllänketo procedette senza fretta fino a Iisalmi, dove prese per Oulu. La vecchia savoniana non si accorse nemmeno che non stavano andando a Jyväskylä. Attraversarono le tristi distese di torbiere che occupano il centro geografico della Finlandia. Pochi paesi hanno un cuore così povero e desolato...Era già tardi, bisognava pensare a trovare un posto per la notte. Nei dintorni di Tyrnävä, Emma Oikarinen vide dei fienili di legno grigio in mezzo ai campi. Ma allora ne esistevano ancora! Non tutta l’erba finiva trasformata in foraggio fresco!

Accostò la bocca al margine inferiore del casco di Jyllänketo e gli gridò dentro:“Oh, giovane, ma ‘un sarà bene tu ti fermi un gocciolino, no? Io stianto di sonno! Gnamo, si va a dormì ‘n quer fienile!”

L’ispettore capo si fermò sul margine della strada e valutò la proposta. Dai prati paludosi saliva già la nebbia e l’aria serale si era fatta molto pungente. Dormire al freddo in un fienile non era il massimo cui aspirare, tanto più che neanche avevano una coperta.

Emma Oikarinen lo guardò sbigottita. Povera gioventù, disse, non avere nemmeno voglia di dormire in un fienile. Poi si ricordò della sua età e disse un po’ offesa:

“Eh, sì... E a me che mi pareva già d’essecci, lì a rotolammi ‘nder fieno ‘or un ber giovanottone bello sodo, tirato... Ê t’ho capito, ê t’ho capito... Son vecchia, eh? Vero? Perdìe!”

Be’, le disse Jyllänketo, quarant’anni di differenza c’erano tutti!

“Dobbiamo trovare un motel.”

Cos’erano mai quarant’anni, borbottò la vecchia.

“Mamma mia, vesti giovani d’oggi, oh! Neanco e mettegnela ‘n mano, neanco!!”

Era la prima volta che qualcuno accusava l’ispettore capo della Supo di tirarsela.

Trovarono un motel nella zona industriale di Liminka, pieno di gente nonostante fosse già mezzanotte...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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