Italia
Malvaldi: «I miei diventano bavaresi...»
PISA. E se nel libro di un autore finlandese, un personaggio parla pisano come se la saranno cavata gli altri traduttori alle prese col dialetto pisano di Marco Malvaldi? Come avranno tradotto il...
PISA. E se nel libro di un autore finlandese, un personaggio parla pisano come se la saranno cavata gli altri traduttori alle prese col dialetto pisano di Marco Malvaldi? Come avranno tradotto il dilaletto della cricca dei vecchietti? Le battute di nonno Ampelio, dell’intellettuale Aldo, del pensionato Rimediotti, di Del Tacca e di Massimo il “barrista”?
Lo abbiamo chiesto direttamente a Marco Malvaldi. «In genere hanno avuto problemi con gli ungulati» è la risposta quindi chiarisce: «Per esempio, il cinghiale con le prugne era di difficile comprensione e spiegavo che era un piatto originario della Maremma. Mentre, una volta il traduttore danese si bloccò davanti alla frase “incazzato come il maiale a gennaio” e io spiegavo che il maiale vivo a gennaio non ci arriva mai».
«L’unico caso in cui il pisano è stato tradotto con un altro dialetto - dice ancora lo scrittore pubblicato da Sellerio e di cui Sky ha trasmesso due fiction tratte da suoi romanzi - è in Germania dove il traduttore ha scelto il bavarese. Poi, consideriamo che il libro più tradotto è “Odore di chiuso”, ma anche quello dove si parla meno in dialetto».
Malvaldi accoglie a piene mani l’operazione di Francesco Felici e la giudica «un’idea molto adeguata, il dialetto ci vuole e bisogna usarlo intelligentemente non certo come in alcuni luoghi della Lombardia dove lo hanno utilizzato sui cartelli stradali. Quando si usa il dialetto, bisogna capire a che gioco si gioca».(g.p.)
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