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Pisa

Integrativo, sul tavolo la proposta sindacale

Integrativo, sul tavolo la proposta sindacale

Previsti una diversa distribuzione delle indennità e un meccanismo premiante per le giornate lavorate

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PISA. Sono giorni decisivi per il futuro del trasporto pubblico locale e per i dipendenti della Ctt Nord.

Oggi è previsto un incontro tra azienda e sindacati per discutere della proposta di accordo sui contratti di secondo livello (la cui disdetta e la conseguente applicazione dei contratti in vigore alla ex Clap di Lucca, lo scorso dicembre ha portato allo sciopero selvaggio dei dipendenti pisani e livornesi), presentata venerdì scorso da Cgil, Cisl, Faisa e Ugl alla Compagnia che gestisce il servizio di trasporto nelle province di Pisa, Lucca e Livorno. La proposta delle parti sociali prevede una diversa distribuzione delle indennità e un meccanismo premiante delle giornate lavorate, economicamente più conveniente per i dipendenti, rispetto alla precedente proposta presentata dalla Ctt Nord e rifiutata dai sindacati (che ha portato a chiudere la precedente trattativa con un nulla di fatto) che, con il raggiungimento di 255 giornate lavorate in un anno, prevedeva il mantenimento delle indennità storiche.

La proposta dei sindacati applica lo stesso modello di calcolo proposto dalla Ctt Nord ma, con 255 giorni di lavoro, presuppone una retribuzione integrativa più alta rispetto agli accordi ex Cpt. La proposta tutela le donazioni di sangue, malattie, gli infortuni sul lavoro, la maternità e la mutua, tutti istituti che secondo i sindacati erano a rischio con la proposta dell'azienda.

«Abbiamo elaborato un sistema premiante ed incentivante al lavoro – commentano i sindacati – che prevede maggiori garanzie, soprattutto economiche, rispetto ai vecchi contratti integrativi in vigore alla ex Cpt». Esaminata la proposta, oggi l'azienda dovrà fornire una risposta ai sindacati che, nel caso di un riscontro positivo da parte della Ctt Nord, si dicono pronti a continuare la trattativa, la quale, comunque, dovrà concludersi entro il 31 gennaio, così come previsto dall'accordo stipulato in prefettura lo scorso 6 dicembre (quando Ctt Nord e sindacati firmarono “la tregua” dopo lo sciopero selvaggio dei dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico).

In caso contrario la Ctt Nord potrà disdire i contratti di secondo livello attualmente applicati e adottare, a distanza di un mese, quello che ritiene migliore, con possibili, nuove proteste di sindacati e lavoratori.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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