Sicurezza
Il giallo dei quadri spariti, indagini sul restauratore
Gli investigatori vogliono capire come le opere siano finite a un’asta a Parigi. Il direttore del Museo di San Matteo incontra i carabinieri del nucleo tutela artistica
PISA. Sono concentrate su chi aveva ricevuto i quadri per restaurarli, le indagini del nucleo per la tutela del patrimonio artistico dei carabinieri di Firenze che conduce l’inchiesta sul ritrovamento di due opere d’arte appartenenti al Museo Nazionale di San Matteo.
Oggi (21 gennaio) il direttore del museo, Dario Matteoni, incontra gli investigatori per fare il punto sugli accertamenti e fornire ulteriori contributi per chiarire il percorso di uscita dei quadri dall’istituzione museale.
Le due opere, rintracciate a Parigi durante un’asta, non erano tra quelle esposte, ma custodite nel deposito.
La cortina alzata dagli investigatori, in questa fase conclusiva delle indagini, non consente di attribuire con certezza contenuti e paternità delle opere. Si tratterebbe di due polittici (dipinto o rilievo su legno o tela, costituito da più parti unite fra loro da una cornice fissa o da cerniere, in modo da creare sportelli richiudibili, ndr) fiamminghi che hanno avuto varie attribuzioni. Uno al Maestro della Leggenda di Santa Lucia, anonimo di Bruges del XV secolo, l'altro a un artista tedesco.
Dal vecchio catalogo di San Matteo di Enzo Carli (1974, unico esistente), sotto la voce del “Maestro della leggenda di Santa Lucia”, si trova una Santa Caterina con tre episodi nella predella (cm 208 x 82), proveniente dal monastero pisano di San Domenico, fiancheggiata da due scomparti. Ma è un’ipotesi che potrà essere suffragata da elementi certi solo quando i militari del nucleo di tutela del patrimonio artistico avranno chiuso l’indagine.
Gli esperti stimano un valore di mercato dei quadri su una cifra non inferiore ai 150mila-200mila euro ciascuno.
La pista seguita per rimettere in fila le tappe dei quadri spariti e ritrovati punta sulla fase del restauro. Le opere, quindi, avrebbero lasciato il San Matteo in modo regolare. Come siano finite a Parigi è un aspetto che i carabinieri stanno approfondendo rivolgendosi a chi aveva avuto l’incarico di restaurarle. Per ricomporre il puzzle della sparizione è fondamentale il ruolo di chi aveva in consegna i quadri per sistemarli in vista di una prossima esposizione. Dovrà spiegare come e perché sono finiti altrove, addirittura in una casa d’aste all’estero anziché fare ritorno nella sede naturale del San Matteo.
Sulla vicenda è stata presentata nei giorni scorsi una denuncia alla Procura della Repubblica.
Nella foto una sala del Museo di San Matteo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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