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Pisa

«Basta, servono un piano regole e soldi per le opere»

di Giovanni Parlato
«Basta, servono un piano regole e soldi per le opere»

Lo sfogo del sindaco di San Giuliano il giorno dopo l’ennesima emergenza meteo con le frazioni di Metato e Madonna dell’Acqua allagate. Problemi a Filettole

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SAN GIULIANO. Il giorno dopo la pioggia torrenziale con decine di case allagate, Aurelia chiusa, canali stracolmi e campi allagati, il primo cittadino di San Giuliano, Paolo Panattoni, si è stancato di ritrovarsi col cerino in mano.

Lo sfogo del sindaco. «Ora basta. Non ci possiamo limitare ogni volta a gestire unicamente le emergenze che il meteo ci affida», afferma il sindaco dopo notti insonni con la preoccupazione di vedere il territorio devastato dall’acqua. «Il Comune - continua Panattoni - rimane l'ultimo anello della catena su cui si ripercuotono le tensioni di tutti pur non essendo esclusivamente nostre tutte le competenze».

La situazione. Madonna dell’Acqua e Metato sono state le zone più colpite e ancora ieri squadre di operai e tecnici hanno lavorato senza sosta. Il sottopasso ferroviario di Madona era sempre chiuso e le pompe al lavoro, a Metato situazione critica in via Turati, mentre nell’area del fiume Morto il defusso delle acque dalla rete principale di fiumi e fossi procede con difficoltà. Infine, in piazza Shelley a San Giuliano si è creato un allagamento a causa del malfunzionamento delle acque piovane. E, per fortuna, che ieri c’è stata una giornata di tregua.

Le accuse. Per fortuna che, ieri, c’è stata una tregua meteo, ma non la voglia al sindaco di San Giuliano di puntare il dito su una situazione divenuta più che precaria: «Enti e istituzioni interessati si devono mettere intorno a un tavolo, stabilire priorità e regole, trovare un nuovo modello di gestione del territorio, quindi reperire i soldi necessari per mettere in sicurezza il territorio».

Dieci milioni. E quanti soldi ci vorrebbero? «Almeno una decina di milioni di euro», risponde Paolo Panattoni che aggiunge: «I Comuni sono chiamati sempre più spesso nella veste di Protezione civile, chiamati ad affrontare criticità meteorologiche e idrauliche rilevanti legate al maltempo che creano disagi e danni sul territorio. Ma il Comune non è l'unico ad avere responsabilità e competenze sui demani idrici e sui reticoli idraulici inferiori». Quindi, conclude: «Abbiamo la necessità di intervenire prima possibile ben sapendo che di fronte a fenomeni eccezionali e così concentrati come quello di sabato scorso il problema comunque non lo si elimina del tutto».

Filettole sott’acqua. Il maltempo aveva messo in difficoltà il Consorzio di bonifica Versilia Massaciuccoli che aveva chiuso le paratoie per evitare che il Serchio già molto alto potesse rientrare verso i centri abitati di Avane e Filettole nel territorio di Vecchiano. Ma mentre ad Avane tutto è andato per il verso giusto, Filettole è andata sott'acqua. «La pioggia incessante - scrive in una nota il Consorzio - aveva complicato una situazione molto difficile a carico della rete minore di canali, canaline e canalette completamente inadeguata. Fra tratti tombati, strozzature e ponticelli l'acqua non passava e l'impianto non ce la faceva».

Pertanto, Comune e Consorzio hanno lavorato per individuare e rimuovere i tappi di detriti formati dalla piena e purtroppo non c'è stato niente altro da fare. «Nessuna pompa mobile può succhiare via l'acqua perché il dislivello fra l'abitato e il fiume è troppo alto» aveva fatto sapere il Consorzio ricordando che Filettole è in una buca e la rete così com'è non ce la fa. «Sono anni che insieme al Comune di Vecchiano chiediamo alla Regione di finanziare le opere necessarie per sistemare la frazione - spiega il Commissario del Consorzio Fortunato Angelini -. Il lavoro da fare è radicale come dimostra più di uno studio».

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