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Pisa

Aspiranti compratori in attesa da 20 anni

Aspiranti compratori in attesa da 20 anni

La storia di dieci famiglie che vogliono acquistare la casa popolare dove vivono: «Il silenzio dell’Apes»

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PISA. Da 20 anni aspettano di comprare l'alloggio popolare. Dieci famiglie residenti in via Toscana e in via Maccatella sono stufe di essere rimbalzate tra gli uffici dell'Azienda pisana edilizia sociale (Apes) e quelli del Comune per far valere i loro diritti. «Nessuno ci dice niente, nessuno ci riceve ed anche il nostro avvocato non ha mai avuto neppure una telefonata», dice Nilvano Sbrana che si è fatto interprete del disagio e dello sfinimento di tutte le famiglie.

Una cosa è certa, però. Queste famiglie hanno già pagato quattro anni fa, ben 600 euro al geometra dell'Apes per la consueta perizia. Da quel momento tutto tace. E pensare che fu proprio il Comune nel 1994, a proporre a queste famiglie l'acquisto della casa per una cifra di 157.625.000 milioni delle vecchie lire. Oggi sarebbero quasi 80mila euro.

«Il problema è che per ora noi i soldi ce li abbiamo – dice il portavoce delle famiglie, Sbrana – è che coi tempi che corrono, corrono anche le spese ed i soldi, il gruzzolo in banca si assottiglia». Il Comune o l'Apes potrebbero intascare non solo 800mila euro circa dalla vendita di queste case ma potrebbe pure togliersi dai piedi, le spese per la manutenzione e la gestione di quegli alloggi popolari.

«Noi abbiamo fatto manutenzioni anche a nostre spese - dice Sbrana - ben sapendo che poi quelle case sarebbero diventate nostre ed invece niente, ci siamo dovuti rivolgere all'avvocato». La scelta del legale sembra sia stata suggerita dagli stessi uffici comunali perché c'erano più grovigli legislativi tra leggi nazionali, regionali e regolamenti.

«L'ultima scusa accampata – dicono alcuni residenti di via Maccatella – è che gli alloggi popolari gravavano su terreni non di proprietà comunale ma noi ci siamo informati dagli stessi proprietari che hanno detto di aver liquidato e quindi venduto al Comune la loro proprietà diversi anni fa».

La legge 560 del 1993 impose un piano di vendita degli alloggi ex Ater, oggi Apes, e nel 1994 l'Ater mandò uno stampato per l'acquisto dell'abitazione che doveva essere compilato dall'inquilino entro il 30 giugno del 1994. «Abbiamo tutti compilato la domanda di acquisto dell'alloggio popolare ma poi nonostante tre raccomandate, nonostante le lettere dell'avvocato, non abbiamo mai avuto alcun chiarimento o certezza circa la data dell'acquisto», dice Sbrana.

L'Apes in realtà, una comunicazione la spedì il 26 ottobre del 2009: un documento in cui si diceva che l'istruttoria circa la sussistenza dei diritti all'acquisto della casa sarebbe durata al massimo 90 giorni. Siamo nel 2014 e dieci famiglie non sanno ancora nulla.

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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