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Pisa

«L’acqua passava da sotto il pavimento»

«L’acqua passava da sotto il pavimento»

Il racconto di chi ha avuto i “torrenti” nell’abitazione. «Gli scarichi dei liquami non hanno funzionato»

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SAN GIULIANO TERME. «L’acqua entrava dalle mattonelle del pavimento».

La notte insonne dei residenti di via delle Murella si è trasformata in un incubo quando si sono visti la casa allagata e i wc che rischiavano di tracimare.

«È successo tutto verso le 23 – spiega Loredana Tempesti –. L’acqua filtrava dalle mattonelle e persino dallo scarico della doccia. Fino alle 5 non ho fatto altro che svuotare la casa con i secchi d’acqua».

Stesso “ingresso” idrico dal basso nell’abitazione di Ivana Cappelli, pensionata 84enne che ha dovuto fronteggiare da sola l’invasione dell’acqua.

«Sono stata sveglia tutta la notte – dice –. Ho avuto il bagno allagato con l’acqua che passava dal pavimento. Il loggiato poi si è riempito di fango. Alla mia età è doloroso dover affrontare spese e sacrifici».

Nella via è rimasto all’asciutto solo chi vive al primo piano, anche se non sono stati risparmiati scantinati e cantine.

«In una forma meno grave, ma è successo quanto accaduto nel 2011 – racconta Gino Chianucci –. Ho il piano terra sott’acqua per almeno 3-4 centimetri. Sono stato costretto ad aprire il pozzetto delle acque nere per far defluire gli scarichi. È stato impossibile respingere gli allagamenti perché l’acqua passava da sotto il pavimento e non dalla porta».

L’eccezionalità delle piogge e il reticolo idrico che non ha ricevuto e fatto scorrere a dovere non sono gli unici motivi per cui decine di cittadini hanno l’acqua in casa. Lo sostiene Mario Novi che accusa: «Il problema sono i tombini delle acque nere intasati. Non tiravano. Ho provato ad aprirne uno e ho visto il ristagno d’acqua. Se avessi tirato lo sciacquone avrei allagato il bagno. Meno male che ho una pompa che mi ha permesso di svuotare il seminterrato. Ma l’intasamento delle condotte delle acque nere è un inghippo che il Comune o la società che gestisce il servizio devono risolvere».

Quasi a ridosso dell’Aurelia, in via delle Catene, le idrovore hanno lavorato per tutto il giorno nelle oltre venti abitazioni circondate dai campi trasformati in laghi.

«Le case sono al primo piano – afferma Alessandro Tamberi – e questo ha messo al riparo le persone dall’acqua. Ma gli scantinati si sono allagati».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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