Il Tirreno

Pisa

In busta paga Irpef più cara salgono le aliquote regionali

di Stefano Taglione

Le trattenute aumentano in base allo stipendio e alle scelte del Comuni Chi guadagna 12mila euro pagherà 2 euro in più, 500 per i redditi da 100mila euro

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PISA. A fine mese i contribuenti toscani, insieme alla busta paga, riceveranno anche una brutta sorpresa. Dal 1° gennaio, infatti, sono entrate in vigore le nuove aliquote dell’addizionale regionale Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) che rispetto a un anno fa hanno subito un leggero ritocco verso l’alto. A seconda dello stipendio le trattenute aumentano dallo 0,19 allo 0,50% (come si evince dalla tabella più piccola).

Per chi guadagna 12mila euro lordi l’anno – tolti i contributi previdenziali – ogni mese le tasse aumentano di circa 2 euro, mentre per chi ne percepisce 100mila a dicembre la differenza con il 2013 sarà di 500 euro. E via via a crescere in proporzione con lo stipendio. Ma la situazione cambia da Comune a Comune.

Infatti, oltre all’addizionale regionale, anche le amministrazioni municipali possono richiedere una piccola percentuale delle tasse: non superano mai lo 0,8% e si aggiungono alla più corposa quota statale, che varia dal 23 al 43% a seconda del reddito imponibile e si applica in maniera progressiva. A Pisa, per esempio, l’aliquota locale è la più bassa di tutti i comuni capoluogo della Toscana: lo 0,2%, come a Firenze. Un pisano che dichiara 55mila lordi, in pratica, di Irpef verserà in un anno 18.254 euro. Meno che a Calci e Vecchiano (dove si paga 18.584 euro) e a San Giuliano Terme (18.529 euro). Per effetto del rialzo dell’addizionale regionale, rispetto al 2013, per chi ricade in questa fascia di reddito il conto sale di 247 euro. E le differenze aumentano proporzionalmente con lo stipendio. Dall’Irpef, in ogni caso, si possono dedurre una lunga serie di spese, fra cui quelle mediche e sportive o quelle relative alle ristrutturazioni edilizie. E c’è anche chi è totalmente esente dall’imposta, come i lavoratori dipendenti che prendono meno di 8mila euro o i pensionati con un assegno inferiore ai 7.500. Loro, ovviamente, non pagano nemmeno le addizionali locali.

Ma anche le amministrazioni, per la quota di competenza, possono decidere alcune fasce di esenzione. I comuni di Calci e Vecchiano, ad esempio, non applicano balzelli sotto i 10mila euro. Ma superato quest’importo l’aliquota diventa la più alta possibile: 0,8%. La cancellazione della tassa locale sotto i 10mila è in vigore anche a San Giuliano, dove per i redditi imponibili superiori le trattenute sono modulate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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