Il Tirreno

Pisa

Robofesta con il ministro la grande sfida delle scuole

di Gianluca Campanella

Alle gare di mini sumo e line follower ragazzi da ogni parte della Toscana Carrozza ai ragazzi: «Vi misurate con le tecnologie, siete la parte migliore»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. La Robofesta dell’Ipsia Fascetti arriva alla 19ª edizione e fa il botto con Maria Chiara Carrozza, ministro dell’Istruzione, che nelle vesti di ospite d’onore taglia il nastro tricolore dando il via alle gare. Gli automi progettati dai ragazzi si sono sfidati nelle lotte di mini sumo e nelle gare di “line follower”.

Scuola tirata a lucido, fiori per le signore, una Ferrari Testarossa e una Bentley parcheggiate in cortile per l’esposizione d’auto d’epoca che fa da contorno alla manifestazione. Ma il cuore è la competizione e Carrozza, accolta dalla Filarmonica Sangiulianese che suona l’inno di Mameli, nel suo saluto punta proprio su quest’aspetto: «La robotica è un grande strumento educativo. Voi gareggiate in competizioni con regole certe, misurandovi con la vostra creatività e con la tecnologia. Siete la parte migliore!».

Il ministro, che ha un docente di robotica, è sincera: «Lo scambio delle vostre conoscenze è un momento di crescita. Rappresentate l’unità della scuola italiana». Allude al fatto che erano 25 le formazioni iscritte alle gare, provenienti da tutta Italia; in realtà, in questa che doveva essere l’edizione dei record, il maltempo ha guastato un po’ la festa e i più lontani hanno dato forfait all’ultimo. Per esempio, i ragazzi siciliani dell’Iti Cosentino (gemellato con il Fascetti) hanno rinunciato a malincuore: nelle ultime tre edizioni erano sempre venuti da Marsala.

Scopo della kermesse è testare la bravura dei ragazzi a programmare i robot. Nella disciplina mini sumo, come succede ai lottatori giapponesi, bisogna prevalere in combattimento: così, entro tre minuti si deve spingere per due volte l’avversario fuori dal ring, formato da un cerchio di 70 centimetri di diametro. Nelle gare di “line follower”, invece, vince chi percorre più veloce un tracciato disegnato in nero su un pannello di plastica bianco grande 2 metri per 1 e del tutto liscio: i robot hanno solo una telecamera per capire qual è la strada.

Carrozza, pisana e un anno fa rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, si lascia andare anche ai ricordi personali: «Mi sono commossa per l’inno e per questa palestra, dove da piccola ho giocato a mini basket per dieci anni. Non avrei mai immaginato di tornarci come ministro».

Il Sant’Anna è il partner tecnologico della manifestazione: la Robofesta ha vari eventi collegati, tra cui un seminario scientifico curato dai ricercatori dell’Istituto di BioRobotica interno alla scuola d’eccellenza; il tema di quest’anno sono tecnologie a servizio della popolazione anziana, con riferimento esplicito alla domotica. Il ministro è in tour nelle scuole italiane per conoscere da vicino il sistema dell’istruzione: «Ogni finesettimana che passerò a Pisa voglio vedere un istituto e incontrare ragazze, ragazzi e gli insegnanti». Accontentata subito all’Ipsia di via Rindi: prima del seminario scientifico il dirigente Fortunato Nardelli illustra le slide del progetto “Fascetti 2.0” per «digitalizzare tutto, dai registri alle lezioni». Tra i due nasce un siparietto, quando Carrozza chiede per scherzo: «Anche i muri?». Nardelli sta al gioco: «Quelli no, restano di mattoni, ma qualche impianto lo stiamo digitalizzando».

Altro servizio a pagina 21

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini