Sicurezza
La cinepresa sulle lotte di Ateneo
È l’opera prima di Stefano Alpini tratta dal romanzo “Il giocatore invisibile”
PISA. Sarà un film quasi tutto made in Pisa, a chilometro zero. E’ l’opera prima del documentarista e regista pisano Stefano Alpini, il cui ciak è in preventivo per maggio. Liberamente tratta da un romanzo di Giuseppe Pontiggia, “Il giocatore invisibile”, edito da Mondadori, la storia ha per scenario l’università italiana e le rivalità tra docenti, in questo caso scatenate da una sorta di “corvo” che riesce a seminare e far germogliare il dubbio, poi foriero di intrecci imprevisti quanto rivelatori delle umane debolezze. Prodotto da Polis, casa di produzione indipendente pisana, il progetto del film ha ottenuto il finanziamento del Mibac, ministero dei Beni culturali, dopo aver ricevuto già quello della Regione. Per Alpini - funzionario dell’Università e docente di sociologia visuale a Scienze politiche, la stessa facoltà in cui il suo maestro Roberto Faenza ha insegnato sociologia della comunicazione - spaziare a tutto campo nel mondo dell’ateneo sarà un gioco da ragazzi.
Alpini, come nasce l’idea di un film sulle lotte d’ateneo?
«E’ una vecchia idea di Faenza, nata dal romanzo di Pontiggia, che si sta cercando di far arrivare in porto anche con l’appoggio dell’Università. Il progetto vuole impegnare all’ottanta per cento professionalità con una esperienza consolidata e significativa nel mondo del cinema e che abbiano un legame con Pisa, insomma per lo più pisani già noti anche fuori, ma senza trascurare proiezioni all’esterno».
Un esempio?
«Più di uno. Intanto lo scenografo è Sandro Bettin, che sta lavorando all’ultimo film di Olmi, e il produttore è Francesco Monceri, avvocato, ex consigliere comunale, uno dei padri della società di produzione cinematografica Polis, nata cinque anni fa. Per il direttore della fotografia e lo sceneggiatore ci sono contatti con risorse locali, note in ambito nazionale».
E fuori si cercheranno i protagonisti: che nomi circolano?
«Avevamo contattato Nanni Moretti, a cui il progetto era piaciuto, ma le riprese non coincidono con i suoi impegni. Siamo in contatto con Toni Servillo, dal quale abbiamo ricevuto molti incoraggiamenti e aspettiamo una risposta. Tra i papabili anche Philippe Daverio, noto critico e giornalista televisivo, che è docente ma pure uomo di spettacolo».
E presto dovrebbe iniziare il casting…
«E’ fissato per i primi di febbraio e prenderà in considerazione anche il mondo universitario: si cercherà tra i giovani attivi in gruppi teatrali locali, tra gli studenti e tra i docenti. Mi risulta ci siano almeno due professori che sono attori dilettanti e che sarebbero disponibili».
Ministero dei Beni culturali, Regione, università…
«E anche il Comune di Pisa. Che ha sostenuto fin dall’inizio il progetto. Ma non basta. Speriamo che, grazie alla legge sul tax-credit, gli imprenditori locali possano darci anche loro una mano per arrivare a completare il budget necessario per realizzare il film».
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