Proteste
«Fossabanda ci interessa»
Il Dsu vuole trasformare l’ex convento in un pensionato universitario
PISA. Marco Moretti, presidente del Dsu Toscana, ha scritto una lettera ad Andrea Serfogli, assessore comunale al patrimonio, chiedendo di «effettuare un sopralluogo tecnico presso il complesso di Santa Croce in Fossabanda». Dietro il linguaggio burocratico c’è un messaggio molto chiaro: l’azienda regionale per il Diritto allo studio universitario rompe gli indugi e decide di utilizzare il residence inserito nel piano alienazione del Comune come temporanea sede per una casa dello studente. La risposta dell’amministrazione di Pisa è altrettanto inaspettata: «Completa disponibilità» a parlarne.
La questione, in stallo da mesi, accelera in modo improvviso. Tutto nasce da un’idea della lista studentesca “Sinistra per…” che da tempo (appoggiata da Sel, partito alleato del Pd al governo della città) sostiene: il Dsu sta investendo nelle residenze, ma Paradisa e San Cataldo saranno pronte tra anni; mentre ora su 2.977 vincitori di posto alloggio, soltanto 1.557 trovano una sistemazione. La domanda quasi spontanea: il Comune non riesce a vendere Santa Croce, perché non fa una concessione temporanea al Dsu e tamponiamo l’emergenza per due, tre anni? Sarebbe un piccolo sollievo, visto che si recupererebbero solo 150 posti. Ma ci sono stati diversi problemi. In primo luogo il fatto che l’immobile è super tutelato dalla Soprintendenza e non si possono effettuare modifiche. Quest’ostacolo è in parte risolto dal fatto che comunque, per il Giubileo la struttura era stata accomodata ad albergo e quindi sarebbe pronta per la funzione ricettiva.
Ma nel tempo si è vociferato di interessi sia da parte della Normale che del Sant’Anna: le due scuole d’eccellenza sembrava volessero farne una foresteria per i professori internazionali ospiti. Giunte le due smentite, ora niente rema a sfavore. “Sinistra per…”, che l’11 novembre aveva addirittura occupato Santa Croce per sensibilizzare le istituzioni, ieri sul suo sito ha festeggiato, chiedendo che si stringano i tempi e si riesca a favorire quanto prima gli studenti meritevoli, ma privi di risorse economiche. (g.g.)
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