Italia
All’ex Colorificio rubati gli attrezzi delle associazioni
Autorizzati dal magistrato, i militanti del Progetto Rebeldìa sono tornati nell’ex fabbrica per un sopralluogo
PISA. Sorpresa amara, amarissima, per i giovani del Municipio dei Beni Comuni. Ieri mattina, dopo l’autorizzazione della polizia municipale, un numeroso gruppo è rientrato nell’ex Colorificio dopo lo sgombero per verificare lo stato in cui erano stati lasciati oggetti e attrezzature. E la sorpresa è stata di non trovare più numerosi oggetti e strutture danneggiate.
«L'ex Colorificio - scrive in una nota Progetto Rebeldia - torna ad essere un luogo di desolazione, abbandono e sciacallaggio. Oggetti e attrezzature appartenenti a decine di associazioni, erano rimasti all'interno dello stabile, sotto la custodia legale affidata dal Tribunale di Pisa al proprietario. Si tratta di beni del valore di migliaia di euro, frutto del lavoro collettivo di anni e oggi inutilizzate per l'assenza di uno spazio che ospiti le attività delle associazioni del Municipio dei Beni Comuni».
E la nota sottolinea come «un luogo che era stato riportato alla vita, curato, riqualificato e rigenerato è oggi allagato e di nuovo in stato di degrado. Non solo, si sono registrati ripetuti furti: uno dei cancelli è stato sfondato e qualcuno è entrato nella struttura rubando anche parte degli oggetti e delle attrezzature come cavi, impianti e altro. Quanto accade oggi all'interno dell'ex Colorificio non è solo la prova evidente della mancata sorveglianza dell'area da parte del sig. Junghanns, ma anche l'ennesima conferma, se ancora ve ne fosse bisogno, del totale disinteresse della multinazionale J Colors per la sorte attuale dell'area. Quello che fino all'autunno scorso - scrive ancora Rebeldia - era un grande spazio sociale della città vede oggi i beni che ancora custodisce violentati, spostati, alcuni rotti, altri sottratti. Desertificare l'ex Colorificio: è questo quello che la proprietà voleva. Al suo interno si trovano tuttora, circondate da un silenzio irreale, una parete di arrampicata tra le più grandi della Toscana, officine artigiane, sale studio, una biblioteca con oltre diecimila volumi e altro ancora, tutto a rischio di nuovi furti e di deperimento».
Secondo Rebeldia è «inaccettabile che in tempi di crisi e impoverimento, uno spazio sociale sottratto alla cittadinanza da un privato a soli fini speculativi versi nuovamente in uno stato di totale abbandono, favorendo danni e furti.
Auspichiamo perciò una ferma presa di posizione da parte dell'Amministrazione comunale, che nonostante le tante promesse di intervenire per trovare una soluzione per il Municipio dei Beni Comuni, continua a restare in silenzio».
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