Gioco
«Siamo i più bravi così tutti vengono a farsi curare qui»
Pronto soccorso: il dottor Eugenio Orsitto illustra i problemi di sovraffollamento ai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia
PISA. Siamo i più bravi d’Europa, perciò abbiamo problemi di sovraffollamento. In sintesi è questa la risposta dell’Aoup (Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa) che ieri ha ricevuto i consiglieri regionali di “Fratelli d’Italia” al pronto soccorso di Cisanello. La delegazione politica era stata allertata da «numerose sollecitazioni» di cittadini, operatori della sanità e dalle inchieste del “Tirreno”: una sulla presenza notturna di homeless in sala d’attesa e l’altra sui tempi talora lunghi all’interno del Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione).
Massimo Santini, direttore dell’unità operativa di “Medicina d’urgenza e di pronto soccorso Ssn”, ha premesso: «Il nostro grosso problema è che il pronto soccorso ha molto appeal; le altre strutture toscane perdono mille accessi all’anno, mentre noi cresciamo di tremila. Nel 2013 abbiamo avuto 90mila accessi e ogni anno settiamo il sistema per reggere su un valore più alto».
Sono varie le spiegazioni: in primo luogo c’è il fatto che Cisanello è hub di riferimento per l’area vasta e, in contemporanea, anche ospedale dei pisani; Firenze, per dire, non ha questo problema, visto che ha quattro nosocomi. Secondo punto: il fallimento della norma che prevedeva dallo scorso aprile l’apertura dei poliambulatori medici fino a mezzanotte; se fosse stata applicata, avrebbe decongestionato i flussi d’ingresso dal territorio. Invece – ed è paradossale – numerose testimonianze dicono che sono gli stessi medici curanti a suggerire di rivolgersi al Dea: senza le infinite liste d’attesa del regime ambulatoriale, l’Aoup ha il dovere di prendere in carico il paziente che dice di star male, di fargli gli esami e di dargli subito un referto. Altro fattore, la crisi economica: al pronto soccorso si paga un ticket di 10 euro, di gran lunga inferiore alla quasi totalità degli esami che si farebbero altrove. Infine, ma non ultimo in ordine di importanza, la qualità dei medici: c’è gente che dalle province vicine viene qui «sapendo che trova i migliori luminari d’Italia in alcune specializzazioni».
Insomma «tutta Europa studia il nostro modello organizzativo: siamo una realtà unica», dichiara Eugenio Orsitto, direttore del Dea e dell’unità operativa “Radiodiagnostica di pronto soccorso Ssn”; e fa tanto più effetto, quanto più si consideri la sua proverbiale modestia.
I consiglieri regionali Giovanni Donzelli e Marina Staccioli (accompagnati da Filippo Bedini, portavoce provinciale di “Fratelli d’Italia”, e da Diego Petrucci, consigliere comunale per “Noi adesso Pis@”) hanno tratto spunto per un’interrogazione sulla mancata apertura dei presidi medici fino a tarda serata e per una mozione che risolva un inghippo burocratico svelato da Santini: «La direzione generale ci ha concesso dal primo gennaio due nuovi ruoli medici e cinque operatori socio-sanitari; a oggi ancora non so a chi accedere, poiché bisogna scorrere graduatorie vecchie di vent’anni». La richiesta non troppo implicita è di nuovi concorsi: «Per lavorare al pronto soccorso ci vuole una preparazione particolare; qui ci vieni se sei bravo, giovane e se ti piace. I raccomandati di certo non scelgono questa vita, quindi non bisogna aver paura di selezioni dedicate. Il primario ha diritto di scegliere i propri medici, perché se si trova una persona storta, poi ci deve lavorare per sempre». E sarebbero idonee, ma non si possono “trasferire” le guardie mediche – servizio che sembra in corso di smantellamento – perché quelle figure sono in carico alla Ausl 5, non all’Aoup.
Santini non elude i casi specifici: la donna 25 ore in barella (ne abbiamo parlato la settimana scorsa) «era un problema cronico, non acuto. Per una trasfusione non si dovrebbe andare al pronto soccorso. In ogni caso restare qui non vuol dire essere “parcheggiati”, ma essere assistiti sotto osservazione».
Sugli homeless risponde Orsitto: «Alcuni senzatetto hanno medico curante, “sistemazione alberghiera” approntata dai servizi sociali e un luogo dove trovare un pasto caldo; ma preferiscono venire qui».
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