Il dolore
Se dimentichi il “Red” ti sospendono la pensione
Decine di migliaia di assegni a rischio se non si comunicano alcuni dati reddituali Nel mirino interessi sul conto corrente, investimenti azionari ed entrate da affitti
PISA. La scadenza riguarda, sulla carta, 53mila pensionati che nel 2013 hanno ricevuto l’avviso del modello Red. Se non rispondono all’Inps, comunicando eventuali variazioni di reddito, rischiano di vedersi sospendere l’assegno.
Cosa è il Red. Si tratta di un documento che serve per “fotografare” la situazione economica di ogni pensionato e stabilire se ha diritto ad alcuni trattamenti pensionistici e previdenziali, il cui ammontare dipende dai redditi complessivi percepiti. Nello specifico, il modello Red riguarda chi percepisce 4 tipologie di indennità: le pensioni integrate al minimo; le maggiorazioni sugli assegni sociali; i trattamenti di famiglia (erogati ad alcune categorie di pensionati); le pensioni ai superstiti (reversibilità) che in parte non sono cumulabili con gli altri redditi del pensionato.
Chi deve presentarlo e chi no. Chi è titolare di una delle prestazioni elencate sopra, probabilmente avrà ricevuto una lettera dall'Inps con la richiesta di presentazione del modello reddituale. Va ricordato, però, che risulta esonerato dall'obbligo (anche se ha ricevuto la lettera) chiunque abbia già dichiarato tutti i redditi percepiti, presentando il modello 730 o Unico 2013 (sui compensi incassati nel 2012). Il Red va invece consegnato se si è esonerati dalla dichiarazione fiscale oppure se si è titolari di redditi esenti dall'irpef che non vanno indicati nel 730 o nel modello Unico ma che possono influire sull'importo della prestazione pensionistica. È il caso degli interessi bancari, postali e dei titoli di stato oppure di altri redditi esenti come la pensione di invalidità civile e di guerra o i compensi percepiti all'estero.
Come si presenta. Il modo più semplice è recarsi con la lettera dell'Inps in un centro di assistenza fiscale o in un patronato delle associazioni di categoria e dei sindacati, dove il personale può fornire anche tutte le informazioni sui documenti da inviare. Nessun pensiero per chi, invece, ha presentato la dichiarazione dei redditi e non ha "entrate" aggiuntive.
Lettere minacciose. Bisogna precisare che le lettere che minacciano la sospensione dell'assegno mensile stanno arrivando soprattutto a chi non ha presentato il modello Red nel 2009/2010. Inoltre, l'Inps non minaccia il taglio della pensione di primo acchito: prima invia un sollecito a presentare il Red. L'inghippo è piuttosto un altro.
I chiarimenti. Spiega Riccardo Perosa, responsabile di area Caaf Cgil: «Sono anni che l'Inps coinvolge i Caaf in questa attività di verifica e raccolta di informazioni per il diritto dei pensionati al mantenimento di prestazioni legate al reddito. I problemi che ruotano intorno a questa attività sono diversi: dall'incertezza sulla modalità di emissione del modello Red (invio postale, accesso Internet ecc.), alla complessità della gestione a cui sono chiamati ogni anno i pensionati che vivono con tensione questa fastidiosa incombenza».
Cosa si rischia. Al momento non c’è ancora una scadenza precisa, anche perché la comunicazione sta per arrivare agli utenti. Ma - dalle prime informazioni tramite i Centri di assistenza fiscale - sembra che l’Istituto dia la possibilità di mettersi in regola entro 60-90 giorni, dal ricevimento della lettera. Il principio Inps è chiaro quanto impegnativo per i destinatari dei controlli: tutto ciò che viene erogato in base al reddito è legato a doppio filo con la presentazione del modello.
Pietro Barghigiani
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