Il Tirreno

Pisa

Centralinista non vedente sotto processo per truffa

Centralinista non vedente sotto processo per truffa

A giudizio per falso ideologico anche l’oculista che certificò l’handicap visivo L’accusa: finta cecità totale per ottenere l’assegno di invalidità. Inps parte civile

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Sarà un processo in cui le perizie mediche avranno un peso decisivo per chiarire il livello di cecità dell’imputata. E di conseguenza la sua eventuale responsabilità penale.

È iniziato ieri mattina davanti al giudice monocratico Antonella Poggi il processo a carico di Lorella Barbuti, 55 anni, di San Giuliano Terme, accusata di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. A giudizio è finito anche l’oculista che ha certificato la cecità totale della donna, Angelo Parpinelli, 65 anni, lucchese, con studio a Viareggio, fondatore e presidente del museo di arte contemporanea L.u.c.c.a. nel centro storico della città delle mura, e noto professionista del settore. Assistito dagli avvocati Roberto Sacchi e Massimo Giannoni, l’oculista deve rispondere di falsità ideologica.

Nel corso dell’udienza l’Inps si è costituito come parte civile per recuperare, in caso di condanna, le somme versate nel corso degli anni alla donna, difesa dall’avvocato Marco Guercio, per la sua invalidità da cieca totale.

L'accusa. Loretta Barbuti non è una falsa cieca. La centralinista, affetta da retinite pigmentosa degenerativa, fin da bambina ha seri problemi di vista. Ma, nell'ipotesi della Procura, rappresentata in aula dal pm, Giovanni Porpora, avrebbe prodotto un falso certificato per attestare un aggravamento del suo già precario stato di salute visivo e ottenere l'indennità di accompagnamento. Il conto delle presunte indebite percezioni fatto dalla Guardia di finanza, dal 2003 al giorno dell’interruzione per l’indagini, oggi ammonta a 66mila euro.

Il video. Nel corso delle indagini, oltre a una perizia medica, il sostituto procuratore si è avvalso anche di riprese video girate dai finanzieri. Le immagini ritraggono la donna mentre legge un giornale, va da sola al bar camminando su tacchi alti, sale le scale, balla su un palco e si muove nel negozio di abbigliamento del marito nella scelta dei capi.

La difesa. La centralinista ha sempre sostenuto che quelle immagini erano fuorvianti e potevano trarre in inganno uno spettatore poco accorto. Su quel video Lorella Barbuti nel corso di una conferenza stampa spiegò come riusciva a muoversi con apparente disinvoltura. Per la lettura del giornale, disse, si aiutava con un ausilio per ingrandire le lettere. L'iPad veniva usato con la sintesi vocale. «Riesco ad andare al bar da sola perché ormai conto i passi e gli scalini – chiarì la centralinista –. Negli ambienti che conosco bene non ho bisogno di aiuti particolari. Il ballo poi mi è sempre piaciuto e ho avuto un'insegnante bravissima». Barbuti ricordò che la commissione medica Asl nel 2003, quella del ministero del Tesoro e nel 2011 anche l'Inps in fase di revisione delle pensioni di invalidità «avevano certificato la cecità assoluta».

Cecità totale o parziale. Per la difesa della donna si può rientrare nella categoria dei ciechi totali sia chi non vede assolutamente niente e sia chi ha un campo visivo inferiore al 3 per cento come quella della donna.

Sono ciechi parziali quelli con un campo visivo al massimo del 10 per cento, ipovedenti gravi fino al 30 per cento, ipovedenti medio-gravi fino al 50 per cento e lievi fino al 60 per cento. Secondo la tesi difensiva della donna chi ha un campo visivo inferiore al 3 per cento non può essere definito un finto non vedente. Sarà un processo combattuto a colpi di perizie.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web