Il Tirreno

Pisa

Trovati all’estero due quadri spariti dal San Matteo

di Pietro Barghigiani
Trovati all’estero due quadri spariti dal San Matteo

Operazione dei carabinieri del nucleo tutela del patrimonio Le opere rintracciate ma non ancora riportate nel museo

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PISA. Erano spariti dal museo. Li hanno rintracciati all’estero. Sono due quadri del San Matteo trafugati, ancora non si sa bene da chi, né come, sulle cui tracce si sono messi i carabinieri del nucleo patrimonio artistico di Firenze. Arrivando al traguardo dopo mesi di indagini. L’inchiesta è più ampia e riguarda anche altre opere che i segugi in divisa con il fiuto per l’arte hanno individuato oltre confine. Non è del tutto conclusa l’operazione sulla quale non filtra alcun commento, né particolari sul valore dei quadri in procinto di tornare al museo.

Di sicuro i cacciatori di opere d’arte hanno impedito la sparizione definitiva di due opere preziose conservate al San Matteo, in predicato di ospitare una parte dei volumi che verranno tolti dalla biblioteca della Sapienza, di cui il museo diventerà una sede distaccata a livello librario.

Al Museo Nazionale è possibile ammirare una delle opere più prestigiose delle sue collezioni, il Polittico di Santa Caterina d'Alessandria (1320), opera di Simone Martini.

L’aspetto che andrà chiarito è come sia stato possibile trafugare le due opere, se e quando ne è stata denunciata la sparizione e attraverso quali canali sono uscite dall’Italia alimentando il circuito della ricettazione, particolarmente florido nel mondo dell’arte.

Tra le gemme del San Matteo spicca la collezione di scultura lapidea comprende opere dal primo Medioevo al Cinquecento, con notevoli testimonianze del periodo "romanico" e i capolavori di Nicola e Giovanni Pisano, di Andrea e Nino Pisani, Francesco di Valdambrino, Donatello, Michelozzo e Andrea della Robbia. Ricchissima la collezione di pittura, che annovera oltre duecento dipinti dell'arte toscana tra il Cinquecento e il Settecento. La pinacoteca, una delle più notevoli al mondo per l'arte cristiana, conserva mirabili tavole di Giunta Pisano, Berlinghiero, Volterrano, Simone Martini, Lippo Memmi, Francesco Traini, Taddeo Gaddi, Spinello Aretino affiancate, per il Quattrocento, dalle opere eccelse di Masaccio, di Gentile da Fabriano, del Beato Angelico, di Benozzo Gozzoli e del Ghirlandaio. Il museo conserva anche importanti testimonianze di codici miniati (secoli XII-XIV), di scultura lignea del Trecento e del Quattrocento, di ceramiche medievali (oltre 600 rarissimi bacini ceramici di fattura islamica dei secoli X-XIII e maioliche arcaiche pisane dagli inizi del XIII secolo). Qualcuno aveva intaccato il patrimonio che i carabinieri hanno contribuito a ricomporre per intero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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