Il Tirreno

Pisa

Mannini si incatena alla sedia del sindaco in Sala Regia

di Luca Lunedì
Mannini si incatena alla sedia del sindaco in Sala Regia

Il consigliere del Movimento 5 Stelle attacca l’apparato burocratico: «Ostacola l’opposizione Io non riesco ad avere gli atti relativi all’accordo con la Regione su Tirrenia città del cinema»

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PISA. Gianfranco Mannini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle ha inscenato una particolare protesta contro l’amministrazione comunale e il suo apparato che, a suo dire, non consentono alle opposizioni di svolgere adeguatamente il loro ruolo. Ieri pomeriggio, armato di catene e lucchetti, Mannini è salito nella sala Regia di palazzo Gambacorti, poco prima dell’inizio del consiglio comunale, e si è incatenato alla poltrona del sindaco Filippeschi il quale era a Roma per un dibattito sull’agenda digitale.

«Tanto questa sedia è sempre vuota – commenta a caldo Mannini - il sindaco lo scorso anno ha partecipato appena all’8% delle sedute, una tendenza confermata anche nelle sedute di quest’anno». Avvolto in catene ed esponendo un cartello su cui citava un brano dal libro “1984” di George Orwell, ha così spiegato le motivazioni che lo hanno spinto ad incatenarsi: «Da sette mesi ho chiesto all’amministrazione di poter accedere al protocollo di intesa fra Comune e Regione sulla costituzione di Tirrenia Città del cinema. Un progetto che il governatore Enrico Rossi e il sindaco Marco Filippeschi hanno, in campagna elettorale, sbandierato più di una volta dichiarando che i fondi c’erano ed erano già stanziati. Io ho chiesto a più riprese agli uffici comunali di poter accedere a quei documenti ma non me li hanno mai voluti dare, sebbene sia mio pieno diritto come consigliere comunale. Secondo me, non esistono nemmeno».

Mannini, già militante radicale, non è nuovo a proteste eclatanti: pochi mesi fa arrivò a quattordici giorni di sciopero della fame per far mettere all’ordine del giorno della conferenza Stato – Regioni la definizione dei Livelli essenziali di assistenza socio-assistenziale.

«Ho chiesto - racconta - anche di accedere agli atti del collaudo del centro espositivo di San Michele degli Scalzi e al bilancio della Società della Salute, ma ho trovato un muro di gomma. Questo è indicativo del livello di democrazia che esiste a Pisa: il limite alle informazioni e agli atti non permette alle opposizioni di esercitare quel controllo democratico cui sono chiamate dalla Costituzione. Siamo incatenati, esattamente come lo sono io adesso».

La seduta del consiglio è così cominciata con lo scranno del sindaco occupato da Mannini. Il presidente del consiglio comunale, Ranieri Del Torto, ha più volte invitato Mannini ad abbandonare il posto riservato a Filippeschi. Dopo mezz’ora, e solo dopo che lo stesso Del Torto si è impegnato a fare in modo che gli uffici comunali adempiano alla richiesta di Mannini, quest’ultimo ha consegnato la chiave del lucchetto al vice sindaco Paolo Ghezzi per essere liberato e tornare al suo posto tra le file dell’opposizione.

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