Il Tirreno

Pisa

Continental, un anno di solidarietà

di Manolo Morandini

L’accordo negli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado interessa un terzo degli addetti

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PISA. La strategia della solidarietà guida il passo negli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado del colosso tedesco dell’automotive, specializzato nella produzione di iniettori. L’accordo raggiunto dalla direzione Continental con i sindacati sarà in vigore per tutto l’anno e interessa alcuni reparti dei due siti produttivi. Coinvolti 350 lavoratori, a fronte di un totale di 980 addetti, per una misura che varia nei diversi reparti, da un minimo del 17% fino a una punta del 42%, con una media del 40 per cento. Il tutto a fronte di una crisi di mercato che l’azienda considera consistente ma con una previsione di superarla già dal prossimo anno.

Qui, come altrove, si sconta la crisi del settore automotive. E la scelta è quella di ricorrere al contratto di solidarietà che declina in pratica il principio del lavorare meno, lavorare tutti. Insomma, mette al riparo dalla cassa integrazione e soprattutto permette alle persone di mantenere il loro posto.

Al di là del contesto generale di mercato, per la Continental a pesare è soprattutto una fase di transizione da vecchi a nuovi prodotti, in parte già entrati in produzione ma ancora su volumi insufficienti o in fase di assestamento. Ad alimentare le aspettative di un recupero dei volumi produttivi c’è anche il lancio dell’iniettore di nuova generazione Xl3 e di altri che sono allo studio. A creare qualche difficoltà è invece l’embargo deciso nei confronti dell’Iran che di fatto per Fauglia e lo stabilimento di San Piero a Grado si è tradotto nello stop a un’importante e consolidata commessa.

«La scelta del contratto di solidarietà tutela meglio di altri ammortizzatori sociali i lavoratori anche sul piano economico e per le possibilità di garantire una rotazione più equa», afferma il segretario provinciale della Fiom Marcello Franchi. Che aggiunge: «Si tratta di traghettare oltre il 2014 perché per fortuna le previsioni di commesse in flessione è limitata solo a questo periodo. Gli stabilimenti dovrebbero riprendere il passo già dal prossimo anno».

Tra i reparti risparmiati dalla solidarietà c’è il Centro ricerca e sviluppo. L’azienda ha confermato la volontà di continuare a investire in ricerca e sviluppo nei due stabilimenti. Un dato che è salutato da tutti i sindacati come un elemento di garanzia, al netto del contesto di mercato.

Il segretario Franchi guarda all’accordo siglato in Continental, ma pensa anche a Piaggio, e ai riflessi che si accompagnano al regime di solidarietà. «I contratti sono stati definanziati dalla legge di stabilità entrata in vigore dal primo gennaio – dice –. In pratica, si prevede il dimezzamento dal 20 al 10 per cento dell’integrazione salariale che lo Stato versa ad ogni lavoratore. La percentuale di stipendio versata dall’azienda è del 60 per cento e dunque in tasca ai lavoratori arrivava fino al 31 dicembre l’80 per cento del totale, a cui si aggiunge un altro 10% di integrazione decisa dalla Regione Toscana. Ebbene, con l’anno nuovo la quota scenderà all’80 per cento, che resta comunque più vantaggiosa rispetto alla cassa integrazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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