Sicurezza
Santo Stefano, lavori al via a fine mese
Definiti i tempi per la sistemazione della copertura, il cantiere si concluderà tra giugno e luglio. Appello al ministro
PISA. Cantiere aperto a fine mese e conclusione dell’intervento tra giugno e luglio. Il titolare della Mida di Pistoia, l’architetto Andrea Gualtierotti, detta i tempi del recupero della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri. La levata di scudi di monsignor Aldo Armani, rettore dell’edificio di culto, sui ritardi nella partenza delle opere di restauro ha fatto schierare sullo stesso fronte maggioranza e opposizione in consiglio comunale.
Sdegno bipartisan. Un coro di sdegno unanime per denunciare le lungaggini di una burocrazia che neanche di fronte a somme certe, messe dalla Fondazione Pisa, e all’aggiudicazione dei lavori, consente di partire in modo celere con il cantiere. Le infiltrazioni d'acqua dal tetto sono arrivate a macchiare il prezioso soffitto ligneo del Vasari.
Tempi tecnici. Dalla Soprintendenza regionale fanno sapere che i tempi sono quelli imposti dalla legge. Un intervallo obbligatorio, dai 45 ai 60 giorni, tra l’assegnazione dell’appalto e la consegna dei lavori alla ditta vincitrice.
Si aggrava il degrado. Intanto, come denuncia monsignor Armani, l'acqua piovana continua a danneggiare il cassettonato e le pale d'altare laterali. La pioggia, oltre ai soliti danni alla copertura dell’immobile, ha provocato distacchi di colore anche alla pala cinquecentesca del pittore fiorentino Jacopo da Buti intitolata “La moltiplicazione dei pani”, collocata sulla navata di sinistra e ora finita in un magazzino per evitare conseguenze peggiori.
Cantiere in allestimento. «Ormai è tutto pronto – spiega l’architetto Gualtierotti, anche presidente dell’Ance di Pistoia –. A breve faremo un’altra riunione con la Soprintendenza e poi, spero tra il 24 e il 25 gennaio, saremo in grado di installare i ponteggi e partire con le opere. L’intervento in sé è delicato, ma non complicato. I ritardi? Apparentemente non c’è da dare colpe a nessuno. È il sistema che è farraginoso e che per un appalto da 180 giorni di lavori impiega anni per consentire l’allestimento del cantiere. È più difficile predisporre le opere che realizzarle. I sei mesi contrattuali per finire l’intervento sono un’indicazione di massima. Di sicuro termineremo prima, tra giugno e luglio».
Fondi a disposizione. Risale al 22 ottobre 2013 il decreto di aggiudicazione delle opere alla Mida di Pistoia che ha vinto la gara proponendo un ribasso del 25,52 per cento sulla base d’asta di 350mila euro. Soldi donati dalla Fondazione Pisa. L’avanzo, dunque, sfiora i 90mila euro. Per sanare gli ultimi guasti dovuti al maltempo è stata stimata una cifra sui 40mila euro. «Il nostro appalto riguarda solo gli aspetti inseriti nel verbale di gara – conclude l’architetto –. Non possiamo intervenire di nostra iniziativa anche sui nuovi guai che, purtroppo, erano prevedibili. Non credo sia un problema reperire risorse anche per quell’intervento, considerato l’avanzo ottenuto nella gara. Noi, comunque, siamo lì con i ponteggi e questo sarebbe un costo risparmiato. Ma la decisione ultima spetta al committente».
Appello al ministro. Mauro Del Corso, presidente de “Gli Amici dei Musei” ha scritto una lettera aperta al ministro dei Beni culturali, Massimo Bray: «Salvi la chiesa dei Cavalieri. E, con essa, un simbolo del nostro patrimonio e, forse, si aprirà una strada per tutto il patrimonio stesso. Non ci si può sterilmente trincerare dietro la norma: se si vuole, si può. Altrimenti, l’indolenza - dalla norma giustificata - diventerà connivenza: nessuno ha tale diritto, né può rivendicarlo come alibi, tanto più quando le risorse sono disponibili. Siamo fiduciosi conoscendo la sua sensibilità, che si possa intervenire».
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