Sicurezza
Mannini si incatena in consiglio comunale alla sedia del sindaco
L’esponente del Movimento 5 Stelle, già militante radicale, protesta perché l’apparato di Palazzo Gambacorti non gli permette di vedere alcuni documenti relativi all’accordo con la Regione per “Tirrenia città del cinema”
Oggi pomeriggio (16 gennaio) Gianfranco Mannini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, ha inscenato una particolare protesta contro l’amministrazione comunale e il suo apparato che, a suo dire, non consentono alle opposizioni di svolgere adeguatamente il proprio ruolo.
Armato di catene e lucchetti, Mannini è salito nella sala Regia di palazzo Gambacorti, sede del consiglio comunale, e si è incatenato alla sedia del sindaco Filippeschi.
«Tanto questa sedia è sempre vuota – commenta a caldo Mannini - il sindaco lo scorso anno ha partecipato all’8% delle sedute».
Sulle motivazioni della protesta: «Da ben sette mesi ho chiesto – spiega il consigliere – all’amministrazione di poter accedere al protocollo di intesa fra Comune e Regione sulla costituzione di Tirrenia Città del cinema. Il governatore Enrico Rossi e il sindaco Filippeschi hanno, in piena campagna elettorale, sbandierato questo accordo dichiarando che i fondi c’erano ed erano già stanziati. Io ho chiesto più volte di poter avere quei documenti ma non me li hanno mai voluti dare sebbene sia mio diritto come consigliere comunale. Secondo me non esistono nemmeno».
«Ho chiesto anche di poter accedere al collaudo del centro espositivo Sms e al bilancio della Società della salute, ma anche in quei casi ho trovato un muro. Questo è indicativo del livello di democrazia che esiste a Pisa: il limite alle informazioni non permette alle opposizioni di effettuare quel controllo democratico che sono chiamate a fare dalla Costituzione. Siamo incatenati, esattamente come lo sono io adesso».
La seduta del consiglio è così cominciata con lo scranno più alto occupato da Mannini. Il presidente del consiglio, Ranieri Del Torto, ha più volte invitato Mannini ad abbandonare il posto riservato al sindaco (sindaco che, pure impegnato a Roma, è stato debitamente informato dell’accaduto). Dopo mezz’ora, e solo dopo che lo stesso Del Torto si è impegnato a fare in modo che gli uffici comunali adempiano alla richiesta di Mannini, quest’ultimo ha consegnato la chiave del lucchetto al vicesindaco Paolo Ghezzi per essere liberato e poter tornare ad occupare il suo posto tra le file dell’opposizione.
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