Sicurezza
Centauri sfilano in moto per l’addio al “sergente”
Pisa: decine di bikers anche dall’Europa al funerale di Giovanni Mastrecchia. L’artigiano era uno dei leader riconosciuti del gruppo dei “Bandidos”
PISA. Così se ne va il "sergente" dei Bandidos Giovanni Mastrecchia, deceduto domenica mattina in uno scontro frontale sull’Aurelia a Migliarino.
Oltre cento motociclisti (su un totale di almeno 500 persone) appartenenti al gruppo dei "Bandidos", e provenienti da tutta Europa, ha dato l'estremo saluto tra la Pubblica Assistenza e il cimitero di via Pietrasantina a Giovanni, una persona che «aiutava anche i sassi», ricordano i suoi più stretti amici.
Giovanni e i Bandidos, un gruppo motociclistico di libertari della Harley Davidson nato nel 1966 in Texas (i colori giallo e rosso sono quelli messicani e del sole), un legame quello di Giovanni ed i suoi compagni di cavalcate tra le colline di tutta Europa, indissolubile, di sangue, di libertà.
LE IMMAGINI DEL SALUTO DEI BIKERS
Giovanni aveva amici fuori dalla cerchia dei suoi compagni a due ruote che lo hanno accompagnato, scortato fino all'estremo viaggio fatto di quel rumore inconfondibile di mille marmitte accese tutte insieme. Un viaggio per loro, i suoi compagni penoso, un viaggio all'indietro, ai ricordi di quando lui animava le trasferte, le cene, i raduni, organizzava i viaggi di "fratelli" che arrivavano a Marina di Pisa al bar “La rosa dei venti”, partendo dall'Olanda, dalla Germania, dall'Inghilterra, dalla Norvegia. E vedere la bara nella camera ardente della Pubblica assistenza con due Harley accanto a lui, non può far venire in mente altro se non che lui fosse già altrove. Ironia della sorte: un biker che ha percorso centinaia di migliaia di chilometri in moto, se ne è andato per un tragico scontro frontale tra la sua auto ed un furgone in quel di Migliarino Pisano. Forse è stato un colpo di sonno.
Se fosse così, in moto Giovanni non lo avrebbe mai avuto perché l'aria, fredda, pungente di gennaio in moto sveglierebbe anche un orso dal suo letargo. Giovanni era una di quelle persone che diceva sempre “ci penso io” ricordano alcuni suoi amici pisani. Ed ora ritornano in Olanda, in Germania, in Francia ed in altri Paesi Europei quel centinaio di bikers che sono giunti fino a Pisa per il loro sergente. «Di sergenti in tutta Europa ce ne sono solo sei» dicono alcuni dei Bandidos con la patch, la toppa cucita sul giubbotto di pelle che rappresenta per metà il simbolo dell'organizzazione e per metà la croce pisana. Dopo la cerimonia il corpo dell'artigiano. «Abbiamo una cappella di famiglia e Giovanni verrà tumulato lì» aveva detto la mamma, Barbara Serfogli, professoressa in pensione del liceo Dini. Il padre, Vincenzo, scomparso alcuni anni fa, era stato dirigente in Comune e degli scout. Giovanni lascia anche il fratello Mirko.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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