Sicurezza
Studente in rianimazione arrestato l’aggressore
Al Don Bosco è finito un marocchino scarcerato tre giorni prima dell’episodio Grave il trauma cranico dopo il pugno. Il legale: «Ha ammesso di aver esagerato»
PISA. Gli ha sferrato un pugno al petto fratturandogli una costola. La violenza del gesto ha fatto cadere come un birillo il bersaglio di una violenza gratuita scatenata senza un motivo apparente: uno studente romano di 21 anni nel finire sul selciato ha battuto la testa riportando traumi alla fronte e alla nuca. È in prognosi riservata nel reparto di rianimazione di Cisanello.
L’aggressore, un marocchino di 42 anni, è stato arrestato dalla polizia il giorno dopo con l’accusa di tentato omicidio che, in sede di convalida del fermo, si è alleggerita in lesioni personali aggravate. Ora si trova in una cella del Don Bosco.
E proprio dal carcere Alì Gebeli, 42 anni, marocchino, era uscito dopo essere stato arrestato il 7 gennaio per una tentata rapina ai danni del titolare di un kebab. Uscito dalla prigione, a neanche tre giorni dalla liberazione è stato protagonista dell’episodio avvenuto venerdì sera tra piazza Garibaldi e il Ponte di Mezzo.
La sorte ha voluto far incrociare i destini di un immigrato con precedenti per droga e reati contro il patrimonio, clandestino, e di uno studente universitario iscritto alla facoltà di Filosofia arrivato a Pisa per laurearsi e che l’altra sera era in piazza con gli amici.
Sono stati proprio gli amici del giovane fuori sede ad aver raccontato alla polizia le sequenze dell’aggressione.
Il 21enne sarebbe stato colpito, senza una ragione, da Gebeli con il pugno destro, avendo l’altro braccio ingessato. Uno scatto fulmineo seguito da una fuga altrettanto rapida.
Durante l’udienza di convalida davanti al gip, Elsa Iadaresta, Gebeli, difeso dall’avvocato Sara Baldini, avrebbe riferito di aver reagito in quel modo come risposta a un’aggressione verbale verso un’amica che era con lui. «Al giudice ha, comunque, ammesso di aver esagerato con una reazione spropositata» spiega il legale.
Una tesi che non convince la polizia e che non ha risparmiato il carcere al marocchino, la cui occupazione dichiarata è quella di giardiniere al nero.
Il colpo secco al tronco ha messo ko lo studente che, nella caduta, ha picchiato la testa finendo in prognosi riservata.
Le sue condizioni sono stabili, anche se gravi, e non sarebbe necessario procedere con un intervento chirurgico.
Dopo l’assalto il marocchino si è dileguato, mentre i soccorritori hanno portato il 21enne al pronto soccorso.
A rintracciare l’extracomunitario sono stati gli agenti della squadra mobile. Gebeli è stato visto il giorno dopo in piazza delle Vettovaglie.
Forse neanche si era reso conto delle conseguenze della sua azione ed era rimasto in zona come se nulla fosse.
Informato del fermo, il sostituto procuratore di turno Sisto Restuccia ha chiesto la convalida al gip che l’ha accolta lasciando Gebeli in carcere.
È tornato in cella da dove era uscito l’8 gennaio poche ore dopo essere stato arrestato, sempre dalla polizia, per una tentata rapina in concorso con altri due complici riusciti a fuggire, ai danni del titolare pakistano di un kebab in piazza delle Vettovaglie.
L’arresto fu convalidato, ma l’autorità giudiziaria non ritenne di dover applicare la misura cautelare in carcere.
Tornato a piede libero, il marocchino ci ha messo poco per riprendere il posto in cella lasciato solo qualche giorno fa.
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