Sicurezza
Il sindacato si interroga sul futuro degli atenei toscani
Alla facoltà di Agraria una giornata di riflessione organizzata dalla Flc Cgil dopo i tagli al mondo dell’università e della ricerca
Domani (16 gennaio), per l'intera giornata a partire dalle 9.30, i componenti del comparto toscano Università della Federazione dei lavoratori della conoscenza Cgil si ritroveranno a Pisa, presso l'Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell'Università di Pisa (via del Borghetto n. 80).
«La nostra regione - si legge in una nota del sindacato - presenta una situazione estremamente articolata con Atenei di antica tradizione come Pisa, Firenze e Siena, realtà di eccellenza come la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant'Anna e piccole istituzioni universitarie quali l'Imt di Lucca, l'Università per Stranieri di Siena e il Sum di Firenze. Il 16 gennaio (domani, ndr) sarà l'occasione per docenti, tecnici e amministrativi, precari e studenti di analizzare e riflettere sulle conseguenze che le politiche di taglio del finanziamento pubblico, della drastica riduzione del reclutamento di personale docente e tecnico-amministrativo e di blocco della contrattazione stanno determinando al sistema regionale universitario».
«In questo contesto e in una situazione in cui l'Italia già si presentava come fanalino di coda non solo in Europa ma fra tutti i paesi più industrializzati del mondo per investimenti in ricerca - prosegue il sindacato - si è inserita la riforma Gelmini che ha profondamente modificato gli equilibri e gli assetti interni delle Università. L'opposizione a questa riforma, è bene dirlo, è stata meno forte ed estesa di quella che caratterizzò la riforma Ruberti. Il minor clamore delle recenti proteste è stato forse il risultato del convergere di due aspetti complementari: l'esplicazione dell'autonomia ha rafforzato dinamiche di potere baronale all'interno degli atenei; il clamore mediatico su alcune vicende che hanno messo in luce patologie del sistema, notissime e a lungo colpevolmente tollerate. La drastica riduzione delle risorse e la contrazione complessiva del sistema universitario ha investito anche gli atenei toscani che hanno vissuto, e stano vivendo, un momento molto difficile. Su questo intendiamo riflettere e discutere, convinti che la deindustrializzazione e i massicci processi di privatizzazione del paese, che coinvolgono anche la nostra regione, l'assenza di politiche industriali attive e i processi di delocalizzazione e dequalificazione del sistema produttivo regionale, siano una precisa conseguenza della crisi e della strutturale sottovalutazione del ruolo della ricerca e della formazione come strumento di sviluppo».
«Il processo di ristrutturazione che in questo contesto investirà gli atenei toscani - conclude la Flc Cgil - potrà essere devastante se non si verificherà una netta inversione di tendenza che, oltre a un maggiore stanziamento delle risorse, riesca a imporre un rinnovato sistema universitario regionale capace di costituire un organico sistema per la didattica e la ricerca pubbliche».
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