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Pisa

Revocata la nomina all’assessore Picchi

Revocata la nomina all’assessore Picchi

Lo ha deciso il presidente della Provincia dopo il rinvio a giudizio per un’inchiesta sui rifiuti

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PISA. Revocata la nomina di assessore provinciale con delega all’ambiente a Valter Picchi (Pd), rinviato a giudizio con altre quindici persone nell’ambito dell’inchiesta sul caso Cermec (Massa Carrara).

Il presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni, Pd, ha comunicato la decisione in apertura della seduta di ieri (13 gennaio) del consiglio provinciale.

Il provvedimento di Pieroni, il quale aveva già chiesto le dimissioni di Picchi che però non sono arrivate, è stato formalizzato rapidamente, a seguito della comunicazione inviata dallo stesso assessore al presidente e agli organi di informazione di essere stato oggetto di un rinvio a giudizio in relazione a un’inchiesta della procura di Massa relativa all’attività di gestione del trattamento dei rifiuti da parte di due aziende.

La giunta provinciale di Pisa aderito ad un codice etico, denominato “Carta di Pisa” (assunto il 7 marzo 2012), il cui testo, all’articolo 20, prevede che, in caso di rinvio a giudizio per talune ipotesi di reato, scatti l’impegno a dimettersi dall’incarico.

«Con la Carta gli amministratori locali, dopo anni di impegno sui temi della legalità e della responsabilità etica - afferma il presidente Pieroni - hanno inteso alzare l’asticella costituita dalle norme di legge e aderire con convinzione a un codice il cui obiettivo è dare palese dimostrazione di quanto si voglia essere trasparenti, esigenti e rigorosi con se stessi».

Il presidente Pieroni, durante la sua comunicazione al consiglio provinciale, ha ringraziato l’assessore Picchi per «l’impegno e la dedizione profusa nello svolgimento del suo mandato in quasi dieci anni di attività»; ha riaffermato come «non venga meno, da parte mia e della giunta, l’auspicio che possa dimostrare la sua più completa estraneità ai fatti a lui addebitati».

Infine Pieroni ha ribadito come, in ogni caso, «nessuno possa essere considerato colpevole fino a che una sentenza definitiva non lo dichiari tale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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