Il Tirreno

Pisa

Schianto mortale di mattina sull’Aurelia

di Pietro Barghigiani
Schianto mortale di mattina sull’Aurelia

La vittima è un artigiano di 44 anni al volante di una Polo finita contro un furgone: feriti il conducente e due passeggeri

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MIGLIARINO PISANO. È morto sul colpo. Pochi attimi dopo essere finito nella corsia opposta mentre stava viaggiando in direzione di Pisa.

Vittima dello schianto mortale lungo il rettilineo dell’Aurelia, 500 metri dopo il ristorante Rustichello in direzione di Torre del Lago, è Giovanni Mastrecchia, 44 anni, artigiano che viveva con la mamma in via Savona 25 nel quartiere di Porta a Lucca. Feriti, in modo non grave, conducente e passeggeri del furgone contro cui Mastrecchia si è scontrato. Si tratta di tre ucraini, una donna di 40 anni e due uomini, di 38 e 37 anni residenti a Pontedera, ricoverati dalla Misericordia di Pisa tra Cisanello e Viareggio con lesioni alle gambe, mentre il guidatore ha avuto problemi al costato per i traumi provocati dalla cintura di sicurezza.

Lo schianto fatale. La tragedia è avvenuta poco dopo le 11,30. Mastrecchia, al volante della sua Polo 1.600 grigia, si stava dirigendo verso Pisa quando, per cause in fase di ricostruzione da parte della polizia stradala pisana, è andato a battere contro un furgone Mercedes.

L’impatto è stato devastante. La parte anteriore della Polo e anche quella dell’altro veicolo si sono disintegrate. Non ci sarebbero segni di frenata dietro l’auto di Mastrecchia. Quei segni che appaiono invece per almeno tre-quattro metri nella parte retrostante del furgone. Agli agenti che sono andati a sentirlo in ospedale, il conducente ucraino ha riferito di essersi trovato nell’impossibilità di evitare l’urto. La Polo avrebbe avuto uno scarto improvviso verso la corsia opposta senza dare la possibilità all’altro mezzo di evitare lo schianto nonostante la frenata di cui è rimasta traccia sull’asfalto. Un malore o un colpo di sonno potrebbero essere all’origine del cambio di corsia ipotizzato come la causa possibile del frontale.

I soccorsi. L’airbag è scoppiato, ma non è stato sufficiente a salvare la vita dell’artigiano. Il vano motore è rientrato nell’abitacolo dopo lo sfondamento per l’impatto con il furgone. Quando sono arrivati i vigili del fuoco e le ambulanze per Giovanni Mastrecchia era inutile ogni soccorso. Sono stati i pompieri ad estrarlo, ormai privo di vita, dall’interno della Volkswagen.

Il corpo è stato adagiato a terra e coperto con un telo bianco in attesa delle rimozione per il trasferimento a medicina legale dopo il nulla osta del magistrato di turno, Sisto Restuccia. Stamani il sostituto procuratore valuterà se procedere con l’autopsia.

Viabilità interrotta. L’Anas ha chiuso in via provvisoria, in entrambi i sensi di marcia, il traffico per consentire i rilievi dell’incidente. Per alcune ore il traffico è stato deviato sull'autostrada A12. Poi la circolazione è ripresa in modo parziale su una carreggiata per tornare, quindi, regolare nel primo pomeriggio.

Chi era. Giovanni non era sposato, aveva un fratello più piccolo e viveva con la mamma, la professoressa Barbara Serfogli, in via Savona. Il padre, Vincenzo, morto diversi anni fa, era stato uno storico dirigente comunale allo Sport, oltre che responsabile degli scout pisani. Un hobby condiviso dalla moglie, la docente Serfogli, per una vita insegnante di storia dell’arte al liceo Dini. Amante delle moto, da tempo Mastrecchia lavorava come artigiano nel settore dei pozzi artesiani. Non è stata ancora fissata la data del funerale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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