Attenzione
Freddo e impenetrabile, Antonio è al centro del mistero
PISA. Ventiquattro mesi nel mirino, sotto la gogna mediatica da una parte e al centro, dall'altra, delle chiacchiere di un paese che la famiglia Logli non l'ha mai amata e che non ha fatto niente per...
PISA. Ventiquattro mesi nel mirino, sotto la gogna mediatica da una parte e al centro, dall'altra, delle chiacchiere di un paese che la famiglia Logli non l'ha mai amata e che non ha fatto niente per nasconderlo. Un ruolo difficile per Antonio, algido, impenetrabile, per nulla preoccupato di essersi cucito addosso da solo i panni di un personaggio impopolare, forse anche apprezzabilmente sincero, in ogni caso, nel non dimostrare per la moglie sentimenti che forse non ha mai avuto. Se si può, un signore più misterioso del mistero che avvolge la scomparsa dell'imprenditrice di Gello.
A favore. A suo discapito una situazione fuor di dubbio pesante, al centro del sospetto più infamante, quello di essere l'artefice della fine della compagna di una vita nonostante tutte le dichiarazioni di innocenza professate, a barcamenarsi quotidianamente, da solo, una volta finito il suo lavoro da elettricista alla Geste, fra interessi e affetti, in due contesti deputati prima a Roberta, la casa e i figli disperati da una parte, e l'impegno dell'impresa di famiglia dall'altra.
Contro. Ma se il fardello greve che si porta dietro dovrebbe indurre a maggiore compassione e umana comprensione, la parte del leone la fanno invece la sua naturale ruvidezza più alcune mosse che sono fra gli assi nella manica degli inquirenti: una simulazione della visibilità notturna sul buio scenario del litigio visto da Gozzi e Piampiani quella notte, svolta proprio in via Gigli quando il luogo non era stato ancora rivelato ufficialmente. E la visita il giorno dopo a casa di Loris, foto di Roberta alla mano, a chiedere se ne sapesse nulla, una visita vista dal teste come un ammonimento e dagli inquirenti come un controllo di cosa effettivamente il giostraio potesse rivelare.
Due verità a confronto ma con un comune denominatore. Di un colpo in testa ha sempre parlato Antonio, che inizialmente indirizza gli inquirenti verso un allontanamento volontario della moglie, magari in preda ad uno stato confusionale, dovuto alla caduta dalla scala avvenuta due giorni prima della scomparsa, mente sistemavano in soffitta gli addobbi natalizi, per quanto Roberta alle amiche avesse rivelato il dubbio che a buttarla giù fosse stato proprio lui. Della testa di una donna sbattuta contro la portiera dell'auto, dopo la furibonda lite notturna in via Gigli, ha sempre parlato Loris. Che la chiave del mistero non sia solo in via Gigli ma anche in una involontaria e fatale ferita al capo che solo il ritrovamento del cadavere avrebbe potuto chiarire? ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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