Gioco
Sparano colpi di pistola poi fuggono in Mercedes
Bravata con un’arma da parte di una coppia identificata attraverso la targa Le ricerche sono andate avanti per ore, poi sono stati fermati all’arrivo a casa
PISA. Una bravata. Anzi, due. Ma senza un grande acume da chi l’ha commessa visto che si è mosso con la sua auto: un particolare capace di portare all’immediata all’identificazione del proprietario del mezzo dando il via a una caccia serrata da parte della polizia che è andata avanti fino a notte inoltrata. E al fermo una volta arrivati a casa a Collesalvetti.
È successo che poco prima delle 17, davanti al Carrefour nei pressi della stazione Leopolda, e poi in via Bargagna, nei paraggi della Pubblica Assistenza. In quest’ultima via una donna è scesa dall’auto, una Mercedes, grigia, e pistola in pugno si è presentata all’ingresso di un esercizio commerciale. Il personale ha chiuso la porta e l’aspirante rapinatrice ha risposto sparando un colpo in aria.
Diversa la scena di fronte al Carrefour. Il cassiere del minimarket ha sentito uno sparo e ha visto la solita Mercedes fuggire. Nessuna rapina, ma lo spavento ha spinto alcuni residenti a chiamare il 113.
«In realtà io ho creduto fosse un petardo – racconta Leonardo Bachini, cassiere nel negozio – ma mi sono comunque affacciato dalla porta per vedere cosa stesse accadendo e ho visto uscire da una Mercedes grigia una giovane donna che non era per nulla sorpresa del fatto e questo mi ha colpito. Lei è poi repentinamente risalita in macchina e si sono allontanati con la persona che era alla guida e che io però non ho visto».
La targa è stata presa da alcuni testimoni e passata al personale delle volanti. In pochi attimi sui terminali, oltre a escludere che il mezzo fosse rubato, è comparso il nome dell’intestatario.
L’auto appartiene a un pregiudicato quarantenne livornese e al suo fianco, nella scorribanda pisana, c’era pure la fidanzata, anche lei con un curriculum da codice penale per reati contro il patrimonio. Nella zona di via Bargagna alcuni testimoni avrebbero visto la coppa addirittura senza indumenti. Una situazione che fa pensare più a un’uscita da balordi che volevano divertirsi seminando il panico in città più che a banditi intenzionati a mettere a segno colpi ai danni di commercianti. Ma saranno le testimonianze a chiarire le responsabilità dei due nel raid pisano.
Le volanti della polizia sono state impegnate per ore nell’intercettare gli sparatori che potrebbero avere usato una scacciacani armata a salve o un revolver a tamburo perché nei luoghi dove sono stati esplosi i colpi gli agenti non hanno trovato bossoli.
La donna in passato aveva avuto una residenza ad Avane. Tutti i domicili riconducibili alla coppia, la parodia di “Bonny & Clyde” in chiave livornese, sono stati controllati dai poliziotti livornesi che li hanno bloccati nella loro casa a Collesalvetti dove i due sono rientrati dopo le 21 al termine della scorribanda pisana. In giornata il fermo di polizia giudiziaria potrebbe essere trasformato in arresto.
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