Il dolore
Pronto soccorso, 25 ore per il ricovero
Ma pazienti e familiari assolvono i medici: «Sono pochi, mentre il governatore Rossi fa passerelle a uso dei fotografi»
PISA. Una lunga, infinita attesa su una barella ad aspettare la visita di un medico che avverrà solo dopo numerose ore, in un caso 13. Oltre un giorno (ben 25 ore), invece, per essere ricoverati. La sala d'aspetto colma di pazienti e pochi medici a far fronte alle richieste di malati e parenti. Una situazione di emergenza che si trasforma in un'odissea per i bisognosi di assistenza che venerdì scorso si sono recati al pronto soccorso di Cisanello.
Tra di loro Loriana Modesti, 87enne, accompagnata dai familiari in ospedale alle 15.30 e visitata alle 22.45. Oltre sette ore ad attendere una chiamata del medico, sdraiata su una barella con le lenzuola arrotolate sotto la testa, «perché – racconta la figlia Sabina Mannucci – non c'erano cuscini a disposizione». Medici e infermieri hanno fatto l'impossibile, ma tra emergenze e mancanza di personale le ore scorrevano interminabili, mentre l'afflusso di pazienti era continuo.
«C'è stata confusione dalla mattina a sera inoltrata – racconta Sandro Soldani, genero della signora Modesti, che accanto a lei ha vissuto l'estenuante attesa dovendo anche prendere un giorno di ferie per assistere la parente -, il corridoio era pieno di barelle con le persone sopra in attesa di essere visitate, mentre le sale visita poco dopo erano vuote, segno che il personale era insufficiente».
Il biasimo di Soldani non è però rivolto verso il personale del pronto soccorso: «Per niente, loro cercavano di fare al meglio ed erano anche gentili, erano semplicemente pochi. Ho parlato con una dottoressa che mi ha confermato che questo è il risultato dei tagli alla sanità, mi ha detto che se c'è una serata come quella che abbiamo vissuto, non riescono a stare dietro al pronto soccorso. È inutile che Rossi (il presidente della Regione, ndr) faccia le passerelle in ospedale a beneficio dei fotografi quando poi la situazione è questa».
Marco Belli ha portato la madre in ospedale alle 11.30, ma la signora ha dovuto attendere oltre un giorno per essere ricoverata: ben 25 ore sulla barella: «Mia madre soffre ieri mattina (venerdì, ndr) si sentiva male ed abbiamo chiamato l'ambulanza per portarla al pronto soccorso: quando siamo arrivati era tutto pieno. L'hanno messa su una barella in corridoio e là è rimasta: l'hanno visitata solo alle 23 e ha avuto una trasfusione dopo 25 ore».
Anche Belli assolve il personale: «Ho provato a parlare con un medico ma non ce l'ho fatta, erano sempre impegnati. Non stavano fermi un minuto per cercare di smaltire il lavoro, non ce l'ho assolutamente con loro. Lavorano tanto, ma sono costretti a lavorare male, in queste condizioni non possono fare bene il loro mestiere».
Alessandra Tardi ha accompagnato la madre in ambulanza per un sospetto problema cardiaco: «Siamo arrivati verso le 11 di mattina e siamo stati dimessi solo a mezzanotte. C'erano almeno 40 persone in attesa sulle sedie e sulle barelle nei corridoi. A noi hanno dato un codice giallo ma non siamo riusciti a far visitare mia madre prima delle 20».
Una situazione che fa poco onore ad un polo di eccellenza medico come quello pisano. «Un problema noto da tempo – dice Gerardo Anastasio, del sindacato Anaao - e le cause sono molteplici. A Cisanello, così come negli altri ospedali toscani, è in atto una riduzione di posti letto. Mediamente stazionano circa 20 pazienti nel pronto soccorso in attesa che si liberi un posto nei reparti. Periodicamente vengono anche bloccati i ricoveri programmati e i pazienti, per ovviare a questo, intasano il pronto soccorso. Un ospedale come quello di Cisanello non può essere solo di alta specializzazione, ma deve essere anche l'ospedale di Pisa».
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