Il dolore
«Il governo ci strangola» Carrozzieri in piazza
Anche gli autoriparatori pisani alla manifestazione del 15 a Roma per protestare contro le recenti norme sull’Rc auto e le modalità di risarcimento dei danni
PISA. Anche i carrozzieri pisani sono in rivolta e, insieme ai colleghi del resto d’Italia, organizzano un presidio il 13 e il 14 gennaio e una manifestazione il 15 in piazza Montecitorio a Roma. La protesta è contro il Governo per indurlo a modificare l’ultimo provvedimento sulla Rc auto che li riguarda ed è inserito in “Destinazione Italia”. Alla manifestazione parteciperanno anche numerosi carrozzieri della provincia di Pisa, come testimonia Mario Coltelli, carrozziere di Santa Croce sull’Arno e presidente degli autoriparatori aderenti a Casartigiani, una delle associazioni che ha organizzato l’iniziativa.
«Il provvedimento del governo in materia di assicurazione e risarcimento del danno - afferma Coltelli - si colpisce duramente il comparto dell’autoriparazione espellendo dal mercato la stragrande maggioranza delle diciassettemila carrozzerie italiane che hanno scelto la propria indipendenza imprenditoriale e mettendo, inoltre, a rischio la permanenza di sessantamila posti di lavoro. In provincia di Pisa operano circa trecento carrozzerie con oltre duemila addetti. Molte hanno fatto investimenti per garantire riparazioni di qualità e nel pieno rispetto delle norme ambientali. Ora, se il Governo non rivedrà il provvedimento come noi a gran voce sollecitiamo, la stragrande maggioranza sarà costretta a chiudere».
Casartigiani e le altre associazioni di categoria chiedono la cancellazione di due norme. La prima: il risarcimento del danno dell’auto incidentata non può essere superiore a quello ritenuto idoneo dalla compagnia di assicurazione. La seconda, invece, stabilisce «il divieto di cedere, da parte dell’automobilista leso, il credito al carrozziere che effettua la riparazione del mezzo incidentato».
«Con queste due norme - chiarisce Coltelli - si impedisce agli automobilisti di scegliere liberamente facendo riparare l’auto nella carrozzeria di fiducia. Il mercato, in pratica, viene gestito completamente dalle compagnie di assicurazione, in evidente conflitto di interessi, imponendo agli automobilisti di far riparare il veicolo incidentato solo e soltanto dalle carrozzerie convenzionate con le compagnie assicurative. Quello che gli automobilisti non sanno e il governo finge di non sapere è che alle carrozzerie convenzionate vengono imposte dalle assicurazioni condizioni contrattuali - capestro (basse tariffe orarie, tempi di riparazione ridotti, ricambi dati in conto lavorazione, servizi aggiuntivi richiesti a titolo gratuito, percentuali di ristorno sul fatturato) che costringono le aziende convenzionate a lavorare nettamente sotto costo, mettendo così a rischio anche e soprattutto la qualità della riparazione. Il governo fa un grande regalo alla lobby delle assicurazioni, andando contro il principio della libera concorrenza nel settore rc auto, e, senza che ciò porti il tanto auspicato calo delle tariffe assicurative. Infatti - conclude Coltelli - dagli anni Novanta ad oggi i costi delle polizze sono aumentati del 245%, mentre i sinistri (e dunque i risarcimenti) sono calati del 40%. Questo significa concretamente che sono aumentate le entrate delle assicurazioni ed è calato molto il lavoro dei carrozzieri. Le frodi assicurative, fenomeno che bisogna contrastare senza tregua, in Italia sono la metà della media europea (3%), mentre il prezzo delle polizze è il doppio rispetto alla media europea».
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