Proteste
«Ci sono indizi per un processo»
I parenti di Roberta incontrano il prefetto e il procuratore Chiedono che si accerti la verità e il giudizio per Antonio Logli
PISA. «Ci sono indizi sufficienti per processare Antonio Logli».
Lo hanno ribadito ieri mattina i parenti di Roberta Ragusa nel corso dell’incontro promosso a Palazzo Medici Riccardi dal prefetto, Francesco Tagliente con il procuratore capo, Ugo Adinolfi. Sei tra cugine e cugini di Pisa, Lucca e Roma sono stati ricevuti in prefettura in occasione del secondo anniversario della scomparsa dell’imprenditrice di Gello.
Della delegazione faceva parte l’avvocato Gaetano Turcio, il legale che assiste alcuni parenti lucchesi e pisani della donna scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.
All’uscita della riunione informale l’unico a parlare è stato il legale.
«Ringraziamo il prefetto e il procuratore che ci hanno voluto incontrare per spiegare alcune cose di questa vicenda – dichiara l’avvocato –. Non siamo entrati nel merito delle indagini. Abbiamo constatato con piacere la determinazione della Procura di andare avanti nell’inchiesta per accertare quello che è successo. Cercheremo di seguire gli sviluppi di questa storia dolorosa».
Nel colloquio avuto in prefettura, i parenti hanno sottolineato l’impossibilità di riallacciare un contatto con i figli di Roberta.
Una sorta di blindatura avrebbe reso inaccessibile ogni rapporto tra le cugine della donna sparita nel nulla e i suoi due figli minorenni. E questo è un’ulteriore ferita aperta dolore inferto che le amareggia in una vicenda che ha già tanti motivi per lasciare sgomenti.
Sulle accuse ad Antonio Logli i parenti hanno mostrato una fermezza che è stata formalizzata al capo della procura.
«A loro parere – spiega l’avvocato Turcio – ci sono elementi tali per giustificare il rinvio a giudizio. Ovviamente non entrano nel merito delle scelte che farà la Procura, ma quello che è emerso finora li induce a ritenere il processo uno sbocco naturale dell’inchiesta».
Il prefetto Tagliente ha accolto senza indugio la richiesta dei parenti di venire informati sul caso.
Prefetto e procuratore «hanno manifestato un grande rispetto umano per Roberta e per i familiari assicurando che gli inquirenti sono impegnati e determinati a dare una risposta alle aspettative della famiglia e della comunità non solo pisana – fa sapere la prefettura in una nota –. Durante l’incontro - improntato al grande rispetto, attenzione e conforto - non sono stati rivelati informazioni sul quadro investigativo né elementi utili per conoscere le prossime iniziative giudiziarie in vista del 7 maggio, termine entro il quale dovranno essere concluse le indagini preliminari con la richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio per l’indagato Antonio Logli». (p.b.)
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