Attenzione
Un maxi parco fluviale dalle Piagge alla Cella
È il progetto di un giovane laureato in ingegneria seguito negli studi da un famoso paesaggista portoghese. Il Comune interessato al suo lavoro
PISA. Un nuovo ponte sull’Arno (ciclopedonale) dalle Piagge a La Cella. Più un laghetto artificiale, alimentato dalle acque del fiume, da scavare in golena. Sono alcuni degli elementi principali di un progetto per un grande parco fluviale a Pisa. Le particolarità sono almeno due: è l’argomento di una tesi di laurea che un giovane pisano ha voluto dedicare alla sua città; e si inserisce bene nei piani urbanistici già varati dall’amministrazione comunale. Il progetto, in effetti, corrisponde ad un’idea di sviluppo di quella parte di Pisa di cui si sta realmente discutendo.
Protagonista è Riccardo Giusti, 28 anni, che con questa tesi si è laureato lo scorso luglio in Ingegneria edile-architettura. Al suo lavoro, oltre ai relatori interni alla facoltà dell’ateneo pisano (professor Roberto Pierini, architetto Paolo Riani e ingegner Paolo Galantini), ha partecipato un architetto paesaggista portoghese di fama internazionale, João Ferreira Nunes.
Su questa idea di parco fluviale in Comune si ragiona da un po’ di tempo: la zona è quella che va dal lungarno Guadalongo all’area dei campi sportivi della Cella, fino a Riglione. L’obiettivo è una sua riqualificazione ad uso ricreativo, sportivo e giovanile. E’ l’architetto Mario Pasqualetti ad aver seguito più da vicino questo disegno, tra l’altro ripreso anche dal sindaco Filippeschi nel suo programma elettorale. Sul tema ci sono state in passato anche alcune riunioni con la Regione. Centrale, in questa visione, è un ponte-passerella (solo pedonale e ciclabile), tra il viale delle Piagge e l’altra sponda dell’Arno, di fatto alla fine del Guadalongo.
Il punto di partenza sarebbe non a caso all’altezza del centro espositivo Sms e della biblioteca comunale, ovvero il nuovo centro culturale della città. Sarebbe un modo per avvicinare a questo centro quartieri periferici come La Cella, Riglione e Putignano. Si consideri che, nascosto alla vista di chi passa da via Fiorentina, tra l’argine che costeggia la strada e l’Arno si apre uno spazio verde dalle dimensioni impensabili (ma con Google Maps si può scoprire): una quarantina di ettari. Il costo del ponte-passerella sarebbe intorno ai 2,5 milioni di euro. L’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli conferma una serie di riflessioni in corso a Palazzo Gambacorti sui ponti (vecchi e nuovi) della città, preannunciando «l’organizzazione a breve di un convegno su questo tema».
Giusti, nella sua tesi, ha allargato l’area di suo interesse anche alla golena al termine delle Piagge. Il suo lavoro comprende un puntuale inquadramento territoriale della zona di progetto, entra nei dettagli storici, esalta il ruolo dell’Arno e della golena, legando il tutto con riferimenti al piano strutturale, al regolamento urbanistico, agli aspetti idraulici e idrogeologici. L’obiettivo progettuale di Giusti è il recupero di questa vasta area (circa 320mila mq) inserendola all’interno di un contesto di verde urbano già attivo come quello del Giardino Scotto e le Piagge, realizzando un unico grande parco fluviale a cavallo dell’Arno. «Così si arricchirebbe la città di un luogo accessibile a tutti - dice - permettendo a un gran numero di persone di passare il tempo libero a contatto con la natura, in un paesaggio piacevole e che mantiene gli elementi di qualità del paesaggio golenale, caratterizzandolo con percorsi pedonali e ciclabili, spazi per il relax e il benessere fisico».
Fondamentale in questo quadro il ponte di collegamento tra le due sponde. «Una passerella ciclopedonale con una luce di 80 metri - scrive - che dal lato del viale delle Piagge si incastra sulla sponda della Cella. La scelta del punto di collocazione di quest’opera deriva dall’individuazione del centro Sms e della chiesa di San Michele degli Scalzi come luogo di maggiore interesse e punto centrale del parco delle Piagge». Il professor Pierini dopo la laurea, conclude Giusti, «mi ha messo in contatto anche con l’arch. Pasqualetti, al quale a novembre ho esposto la tesi».
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