Il dolore
Nuova perizia per la morte della piccola Sara
La bambina di Vecchiano morì in Calabria, il gip del rito abbreviato a carico di una pediatra ha nominato un collegio di tre esperti. L’avvocato dei genitori: «La perizia fatta nelle forme dell’incidente probatorio è stata giudicata inattendibile»
Nuovo capitolo nelle vicende giudiziarie che ruotano intorno alla morte di Sara Sarti (nella foto), la bambina di Vecchiano, morta nel 2009 all’età di 4 anni in Calabria mentre era in vacanza.
Nel processo che si sta celebrando con il rito abbreviato a carico della pediatra Maria Teresa Sabatino, ieri (giovedì 9) il gip di Locri, Davide Lauro, ha disposto che venga svolta una nuova perizia sulle cause della morte della piccola. Ha così nominato un collegio di periti: il professor Antonello Crisci dell’Università di Salerno, medico legale; il professor Lucio Giordano, pediatra neonatologo e la dottoressa Carmela Buonuomo, specialista in anatomia patologica. Il conferimento dell’incarico nell’udienza del 31 gennaio.
«Non bisogna dimenticare - spiega l'avvocato Giovanni Frullano che assiste i genitori di Sara - che una perizia collegiale è già stata svolta, nelle forme dell'incidente probatorio, da un collegio di periti dell'Università di Messina. Subito avevamo contestato l'assoluta inattendibilità scientifica di quella perizia e le nostre eccezioni furono già accolte dal primo gip. Adesso anche il gip dell'abbreviato ha nominato un collegio che dovrà procedere a svolgere la nuova perizia. Con questa decisione appare oramai chiaro che la perizia fatta nelle forme dell'incidente probatorio sia stata considerata definitivamente inattendibile, tanto che se ne sta facendo svolgere una nuova».
A quattro anni e mezzo dal fatto, per i genitori di Sara tutto ciò rappresenta un "iniziare da capo": «Ci conforta il fatto che la perizia svolta a Messina sia definitivamente stata giudicata sbagliata e che se ne stia facendo una nuova. Ma qualcuno rifletta sul fatto che sono quattro anni e mezzo che lottiamo per poi avere regolarmente ragione ed ogni volta dobbiamo iniziare da capo perché ciò che si è fatto non va bene. Per noi sono stati quattro anni e mezzo di fatiche, di sofferenze emotive e di spese».
Nel pomeriggio, davanti al giudice Concettina Garreffa, si è tenuta l'udienza anche del processo che vede imputati i due medici del pronto soccorso cui si rivolsero i nonni di Sara la sera prima della morte della bambina.
Hanno deposto tre dei medici che visitarono Sara il 23 agosto 2009: i due della guardia medica si sono avvalsi della facoltà di non rispondere in quanto indagati a loro volta, mentre il pediatra ha ricostruito l'accaduto.
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