Il dolore
Commerciante rapinato: un fermo
L’aggressione alle 3 in centro, due complici sono riusciti a fuggire
PISA. Aggredito e rapinato alle 3 di mattina fuori dal suo kebab. È successo in centro con uno dei tre assalitatori arrestato poco dopo dagli agenti delle volanti.
In carcere è finito Alì Gebeli, 41 anni, marocchino senza fissa dimora, per rapina aggravata in concorso con le altre due persone sfuggite alla cattura.
L’episodio è avvenuto in piazza Sant’Omobono, ai danni di un cittadino del bangladesh, titolare di un kebab.
Il commerciante ha riferito ai poliziotti di aver notato un gruppo composto da tre cittadini nordafricani conosciuti come clienti del suo esercizio. Aveva appena chiuso il kebab quando lo hanno affrontato armati di bottiglie. Uno gli ha urlato “Cosa guardi?” e poi lo ha colpito al volto con un pugno seguito da una serie di calci.
A quel punto l’aggressione si è trasformata in rapina quando un secondo maghrebino ha afferrato il bengalese da dietro e un terzo nordafricano gli ha preso dalle tasche 95 euro, l’incasso della serata. Il rapinato si è divincolato e i tre sono fuggiti in direzione di lungarno Pacinotti. Uno è stato bloccato in piazza Garibaldi dove, poco dopo, è arrivato il bengalese che lo ha riconosciuto come uno dei suoi aggressori: era quello che lo aveva trattenuto mentre un altro lo colpiva ed un altro ancora gli prendeva le banconote dalle tasche.
Il rapinato è stato medicato all’ospedale per le lesioni rimediate nella colluttazione. Il referto è di 3 giorni. A Gebeli gli agenti hanno sequestrato 125 euro ritenuti parte del bottino del colpo ai danni del bengalese.
Infine, un marocchino di 26 anni, senza un domicilio abituale, è stato arrestato dalla polizia dopo essere stato trovato in possesso di 1,2 grammi di cocaina suddivisa in 5 involucri e 0,7 grammi di eroina.
Gli agenti delle volanti lo hanno rintracciato in via Corte Bracci, nei pressi della stazione ferroviaria, dopo una breve perquisizione sono saltate fuori le sostanze stupefacenti che hanno inguaiato l’immigrato portandolo in carcere. (p.b.)
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