La manifestazione
Roberta, secondo anniversario di misteri
In attesa di interrogare Logli, la Procura al bivio tra rinvio a giudizio o archiviazione. Ipotesi di omicidio durante una lite. A Gello il corteo per ricordare la donna scomparsa
PISA. Le probabilità di trovare il corpo di Roberta Ragusa – lunedì 13 saranno due anni dalla sparizione - sono ridotte ai minimi termini. È assai probabile che l’inchiesta dovrà fare a meno dei resti dell’imprenditrice, il cui cadavere è stato cercato senza risultati in grotte, anfratti, pozzi artesiani, fognature, cimiteri, riserve naturali, boschi, terreni. Un elenco sterminato di luoghi indicati come nascondigli, ma rimasti nel limbo delle ipotesi senza riscontro.
Gli indagati. Il quadro indiziario è ormai chiaro e vede il marito Antonio Logli indagato dall’8 febbraio 2012 per omicidio volontario e occultamento di cadavere in concorso con l’attuale compagna, Sara Calzolaio, e il padre di lui, Valdemaro.
I tempi. Il 7 maggio scade l’ultima proroga delle indagini concessa dal gip alla Procura. Prima di chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione, la magistratura inquirente dovrà notificare a Logli l’avviso di chiusura delle indagini. Un passaggio tecnico che dovrà definire la conclusione di un’inchiesta che dura da ventiquattro mesi.
L’interrogatorio. L’esame di Antonio Logli, per la prima volta in veste di indagato, è stato annunciato e più volte slittato. Da settimane il rigore degli investigatori nella fase conclusiva dell’inchiesta non consente di acquisire informazioni certe sulla data in cui Logli verrà interrogato dal sostituto procuratore titolare delle indagini. L’indagato, difeso dall’avvocato Roberto Cavani, può, comunque, avvalersi della facoltà di non rispondere.
Il processo. La Procura, convinta della premeditazione dell’omicidio, ha sempre sostenuto la tesi secondo la quale senza il corpo è probabile la richiesta di archiviazione del caso. Sarà, però, il giudice delle indagini preliminari a valutare se la vicenda meriti oppure no un processo per chiarire, con una sentenza, dubbi e sospetti anche in mancanza di prove schiaccianti. E non può essere esclusa un’imputazione coatta con il gip che impone alla Procura di formulare l’accusa a carico di Logli e portarlo davanti alla Corte di Assise.
Le accuse. Con quale reato? Omicidio volontario o preterintenzionale? L’ipotesi di un litigio tra i coniugi, magari dopo la scoperta di Roberta che l’amante di Antonio era la segretaria dell’autoscuola Futura, Sara Calzolaio, è stata presa in considerazione dagli inquirenti. Il diverbio sfociato in casa dopo aver sentito la telefonata tra gli amanti potrebbe giustificare l’uscita in strada della donna in pigiama poi rincorsa dal marito e la discussione in auto degenerata in uno scontro in cui Roberta potrebbe essere morta. È una tesi sostenuta con forza dai carabinieri.
I testimoni. L’ultima teste è Silvana Piampiani, 58 anni, residente in via Gigli. La strada in cui vive l’altro testimone, Loris Gozi, 36 anni, giostraio, nella quale si gioca la partita decisiva secondo le supposizioni dell’accusa. I racconti dei due collimano. Nella deposizione di Silvana sulla scena c'è una donna con una pigiama rosa che cammina in via Gigli, una coppia che litiga in un tratto di strada che coinciderebbe, anche come scena, con quanto indicato da Gozi, l'altro teste che vive a meno di un chilometro dalla Piampiani, e un uomo, secondo Silvana il marito di Roberta, che verso l'1,40-1,45 verrebbe visto pulire nel luogo in cui era stato incrociato mentre discuteva con una donna.
Presa a verbale, Silvana Piampiani, che ha seri problemi di udito, ma per i medici è capace di sostenere come testimone un processo, ha confermato quanto detto nelle prime fasi delle indagini. E poi c’è l’altro teste, il vigile del fuoco, Filippo Campisi, che ha ribadito di aver visto una donna in pigiama in via Dini e salire su un Nissan Patrol.
Gli indizi. Una delle contestazioni della Procura mossa a Logli c’è la simulazione dell’avvistamento nel tratto di via Gigli dove Gozi dice di averlo visto a mezzanotte e mezzo e la visita, sempre al giostraio, il giorno dopo, il 14 gennaio 2012, con la foto della moglie di cui chiedeva notizie. Per l’accusa Logli sarebbe andato solo da Gozi, sapendo di essere stato visto in strada, per capire quanto il teste poteva ricordarsi dell’incontro casuale avvenuto nella notte in via Gigli. Tutti indizi che per gli investigatori dell’Arma giustificano la celebrazione di un processo.
Il corteo. E per non dimenticare l'imprenditrice, sabato a Gello si è svolto un corteo per ricordare la donna.
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