Il dolore
Niente guardia medica dopo la mezzanotte
Da febbraio i maxi ambulatori che coprono l’orario 8-24. In caso di emergenza di notte restano 118 e pronto soccorso. I medici protestano e scrivono all’Asl
PISA. La Guardia medica sarà abolita dopo la mezzanotte e fino alle 8 del mattino. Così aveva stabilito la Regione Toscana un po' di mesi fa (in tempi di tagli alla sanità). Se vi erano incertezze sulla partenza della nuova struttura che sostituirà la Guardia medica, siamo alla porta coi sassi: nella nostra provincia toccherà per prima all'Aft di Ponsacco dal prossimo 1° febbraio (se non vi saranno altri intoppi), poi alle altre zone (Vecchiano, San Giuliano Terme, Pisa, Cascina, Pontedera e così via) con date ancora da definire. Questa è una vera rivoluzione nelle abitudini di centinaia di migliaia di assistiti della nostra provincia. Le Aft che stanno per nascere (la sigla sta per Aggregazioni funzionali territoriali) saranno dei veri e propri ambulatori integrati dove medici di famiglia, ma anche guardie mediche, specialisti e infermieri, lavoreranno tutti i giorni dalle 8 alle 24. Invece chi avrà bisogno del medico per qualsiasi esigenza dopo la mezzanotte sarà costretto a chiamare il 118 oppure a recarsi al pronto soccorso (per i casi più complicati o gravi).
I medici hanno espresso da tempo preoccupazione per la soppressione di un servizio, quello della Guardia medica, che finora ha funzionato bene con costi irrisori e che verrà sostituito praticamente dal nulla. I problemi rischiano di sorgere soprattutto per l'utenza e si potrebbero ripercuotere sulle fasce più deboli: si pensi a un anziano con 39 di febbre o a un disabile che dovrebbe muoversi in caso di necessità perché il medico che si recava a domicilio a tutte le ore non c'è più. Oltre a costringere a muoversi da casa una persona febbricitante o con altri problemi di salute, c'è anche un'osservazione di merito su una decisione che sarebbe stata originata dalla necessità di risparmiare: ma se al posto dei medici costringono a muoversi le ambulanze, non ci sono forse costi superiori rispetto al semplice spostamento della guardia medica, che invece dell'ambulanza non ha bisogno? Se è vero che la Guardia medica sarà abolita a tappe a partire dalle fine di gennaio con la nascita dal prossimo primo febbraio dell'Aft di Ponsacco (ingloberà anche gli assistiti di Casciana Terme, Lari e Crespina) di fatto è già stata avviata la macchina del trasferimento dei medici. Cosa che ha suscitato l'immediata protesta di questi ultimi. In una lettera inviata al direttore generale dell'Asl 5 Rocco Damone, al direttore sanitario Simona Dei e per conoscenza ai responsabili del servizio di continuità assistenziale, a quello del 118 e al responsabile delle cure primarie, i referenti dei medici della zona pisana, della Valdera e dell'Alta Val di Cecina sostengono che «l'accelerazione che la regione Toscana ha dato (in tempi e modi sospetti) alla formazione delle Aft, subito peraltro accolta dalle aziende in maniera acritica e senza passaggi articolati con i medici che saranno i protagonisti sul campo della nuova riorganizzazione, ci costringe a una immediata e congiunta presa di posizione che mai come oggi appare univoca e totale».
«In un periodo di festività, quindi con le normali difficoltà nelle comunicazioni - affermano i referenti dei medici delle tre zone - si sono rincorse una serie di notizie (che poi si sono rivelate veritiere) di trasferimenti che appaiono in diversi casi non rispondenti alle normative vigenti (alcuni discutibili e che hanno molto indisposto colleghi che da anni si sacrificano fortemente per l'azienda nella speranza di essere inseriti come da spettanza), oltre a chiusure di sedi e alla riorganizzazione del territorio che vengono lentamente ma inesorabilmente a galla».
I referenti dei medici chiedono pertanto una riunione urgente con l'azienda oltre al blocco della partenza delle Aft perché - dicono -«è una partenza immaginaria che serve solo a scompaginare il servizio di continuità assistenziale in un momento piuttosto delicato».
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