Gioco
«Le spiagge di ghiaia unica soluzione contro l’erosione»
La Provincia ribatte alle critiche dei comitati: «Funzionano e hanno costi sostenibili, ad altri il compito di valorizzarle»
PISA. «Se si parla di gusti, ognuno può pensarla come crede. La realtà dice che quella delle spiagge di ghiaia è, sotto il profilo pratico, l’unica soluzione possibile». Sulla vicenda delle nuove spiagge di ghiaia di Marina, con la divisione tra favorevoli e contrari sempre più netta, interviene l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi. La Provincia è l’ente che, su delega della Regione, gestisce i progetti anti-erosione della costa. Il dibattito è acceso, con i vari comitati dei cittadini in prima linea.
Incontro pubblico. In ogni caso il cantiere per il raddoppio delle spiagge di ghiaia (tra piazza Gorgona e piazza Baleari) partirà non appena la stagione lo permetterà. Spesa di 4,4 milioni di euro, circa due anni di lavori. «Negli anni scorsi abbiamo fatto riunioni con le commissioni consiliari e provinciali, al Ctp e assemblee pubbliche. E siamo pronti a spiegare ancora perché procediamo con la ghiaia», sottolinea Picchi, che sarà presente all’incontro che si terrà il 17 al Fortino, organizzato dal comitato “Salviamo il paesaggio”.
Sistema efficace. La Provincia parte dal presupposto che il sistema ha già dimostrato di funzionare nel tratto tra piazza Sardegna e piazza Gorgona. Dalla fine dei lavori, a metà 2008, i tecnici ne hanno monitorato il comportamento. Risultato? «La linea di riva è stabile, non arretra più. E il fondale è in continuo abbassamento». Le vecchie scogliere emerse, spiegano i tecnici, riuscivano ad arginare la forza delle mareggiate fino a quando i fondali erano tra 2 e 3 metri, mentre l’erosione ha modificato l’ambiente portandoli a 7-8 metri. Da qui la scelta di rendere sommerse le dighe e più larghe.
Video come prova. «E’ l’effetto combinato di dighe sommerse e ghiaia a frenare le onde, le dighe da sole non basterebbero - dice Picchi - e tutto questo è il risultato, prima dell’applicazione, di numerosi studi e prove». L’assessore ricorda il video girato dai tecnici della Provincia in occasione delle mareggiate del dicembre 2012, quelle che portarono all’allagamento di via Crosio. «Nel tratto delle spiagge di ghiaia - dice - invece non si verificarono né fuoriuscita di sassi o altro materiale, né spruzzi di acqua».
Perché la sabbia no. «La sabbia - dice Picchi - non è disponibile nelle quantità necessarie: dalle cave sottomarine ancora non è possibile estrarla e quella accumulata al porto di Viareggio non è sufficiente. L’approvvigionamento potrebbe essere fatto con sabbie del Reno, ma il costo sarebbe enorme considerato il prezzo del materiale e dei trasporti».
Troppi soldi? Per qualcuno i soldi per le spiagge-bis sono troppi. Picchi: «I 4,4 milioni servono non solo per la ghiaia, ma soprattutto per i massi che dovranno andare a rafforzare le dighe sommerse».
Paesaggio che cambia. Altra critica sul cambiamento del paesaggio. La replica dell’assessore: «La vista dell’orizzonte non cambia, anzi è ancora più libera essendo le scogliere sotto il livello del mare». Ma i sassi della spiaggia potrebbero essere di dimensioni minori? «No, la ghiaia più piccola veniva sbalzata sulla strada con le mareggiate al contrario di questa».
Stile Nizza. C’è chi chiede di rivedere il progetto, per inserirlo meglio nel contesto marinese. «La Provincia ha competenze di difesa del suolo e questo è l’obiettivo delle spiagge. L’arredo urbano è competenza del Comune che, se vuole, può intervenire per una valorizzazione turistica e una migliore fruibilità delle spiagge. Ci sono esempi come Nizza e Cannes che possono essere presi in considerazione».
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