Sicurezza
La Regione promette soldi per il Parco tecnologico
Sorgerà nell’area degli ex Macelli e delle Stallette unendo ricerca, industria divulgazione e intrattenimento. Il piano ha conquistato il governatore Rossi
PISA. Gioco, cultura, ricerca e industria in un contesto di sicuro unico in Italia e forse anche nel mondo.
È la nuova vita dei Vecchi Macelli e non solo, che diventeranno un parco tecnologico dal nome ambizioso: “Cittadella galileiana”. Il progetto ha convinto il governatore della Toscana, Enrico Rossi, che ha assicurato tutto il supporto finanziario all’operazione. Ieri, infatti, a Firenze si è tenuto un incontro tra il presidente della Regione (con la vice Stella Targetti) e una delegazione pisana formata dal sindaco Marco Filippeschi, l’assessore alla scuola e divulgazione scientifica Maria Luisa Chiofalo, l’architetto del Comune Roberto Pasqualetti (progettista e direttore dei lavori) e il rettore dell’Università Massimo Augello.
I quattro hanno presentato un piano di gestione dei Vecchi Macelli e delle cosiddette “ex Stallette”: il recupero di quelle aree è già in corso grazie a due dei 18 progetti Piuss, finanziati al 60% dell’Europa attraverso la Regione e per il 40% dal Comune. Ma ciò che diventerà la cittadella restaurata è stato oggetto del nuovo incontro: entro il 2015 si vogliono dedicare quegli spazi ad attività quali ricerca, start up di impresa e divulgazione scientifica. Far incontrare quei tre mondi è una sfida che in Italia finora nessuno ha tentato; e già questo rende la “Cittadella galileiana” un record nazionale.
C’è un’altra caratteristica che forse trasforma l’idea in un “unicum” mondiale: a Rossi è stata illustrata un’indagine approfondita coordinata dalla professoressa Giovanna Mariani (economista dell’Ateneo pisano) nella quale si comparano quasi un centinaio di realtà simili presenti all’estero. Ebbene, persino i più originali parchi tecnologici del Canada e del Giappone hanno in comune con tutti gli altri il fatto di essere delocalizzati, lontani dai centri urbani. Mentre il nuovo spazio scientifico sarà immerso nel cuore di Pisa, destinato ai cittadini, ma compreso anche all’interno del percorso turistico che dal parco della Cittadella conduce a piazza dei Miracoli. Di fatto integrato con la città e da un punto di vista psicologico persino più grande dei suoi confini fisici.
Sono tre i filoni che saranno sviluppati: il progetto galileiano; la ricerca e l’industria; la cultura e lo svago. Per fare solo un esempio, si renderà omaggio al grande scienziato con un museo interattivo, dotato di una libreria-caffetteria informale dove convivono i bambini/adulti che giocano a riproporre gli esperimenti di Galileo, insieme ai ricercatori e a coloro che favoriscono l’accelerazione (incubazione e nascita) delle imprese. L’intenzione del Comune è di pubblicare un bando con indirizzi precisi, lasciando che a gestire siano quelli interessati a partecipare. La stessa Università è protagonista in tutti e tre gli ambiti – divulgazione, ricerca e trasferimento tecnologico – e contribuirà con propri progetti.
Ieri Rossi ha salutato la delegazione pisana con un appuntamento a breve scadenza: rivedersi entro marzo al massimo quando «stipuleremo un protocollo di intesa e prenderemo impegni finanziari precisi, rapidamente, perché il progetto vada in porto e sia possibile presentarci con risultati concreti nel corso del 2014, anno galileiano».
Convinto dalla validità del progetto e anche dalla solidità istituzionale, cioè la forte collaborazione avvenuta tra Comune e Ateneo, Rossi è disposto a finanziare al 100% il completamento e l’installazione della “Cittadella galileiana”.
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