Italia
Senza l’Autorità di Bacino il Serchio farà più paura
Il sindaco di Vecchiano: «C’è bisogno di una presenza continua sul territorio» Il segretario Nardi: «Oltre a gestire le piene monitoriamo sempre il fiume»
VECCHIANO. La giornata di sole di ieri ha scacciato la paura delle due piene consecutive di domenica mattina. E il meteo prevede una tregua. Ma se le previsioni volgono al bello, restano nuvole grigie sul Serchio e in particolare sul futuro dell’Autorità di Bacino al cui segretario generale, Raffaello Nardi, il 21 dicembre è scaduto l’incarico poi prorogato per 45 giorni. Ciò vuol dire che l’Autorità di Bacino del Serchio il 4 febbraio non avrà più Nardi a capo della struttura. «Ma questo è il minimo - commenta lo stesso Nardi - il problema principale è che nel collegato alla finanziaria dovrebbe sparire l’Autorità del Bacino del Serchio assorbita nel futuro Distretto Idraulico Appennino Settentrionale»
Già nel 1989 tra le 7 Autorità di Bacino nazionali c’era il Serchio come bacino sperimentale. Nel 2006 divennero 8 e il Serchio conservò la sua caratteristica di distretto pilota. A questi 8 organi, si sommarono 13 distretti interregionali e 20 regionali. Secondo l’Unione europea sono troppi e il ministero dell’Ambiente ha fatto i suoi nuovi conti. In questo piano sparisce l’autonomia di gestione del Serchio che confluisce nel megadistretto dell’Appennino Settentrionale che include anche parte dell’Emilia e dell’Umbria. «Eliminare l’Autorità di Bacino del Serchio non ha senso - continua Raffaello Nardi - e tutte le istituzioni regionali, provinciali e comunali lo hanno fatto presente. Ho costruito un’équipe di 25 professionisti che, in maniera costante, lavora a un sistema informativo, di previsione e di monitoraggio del fiume. Abbiamo realizzato una cartografia con le mappe delle aree che sono a rischio, là dove si può costruire o meno. Siamo un punto di riferimento importante per le amministrazioni a cui diamo una consulenza del tutto gratuita».
Ma al di là dei pareri, l’Autorità di Bacino del Serchio è anche un ente operativo. Nel caso delle ultime due piene (come è accaduto sempre in quelle precedenti), durante la notte e poi alle prime luci dell’alba, i sindaci di Vecchiano e San Giuliano, Giancarlo Lunardi e Paolo Panattoni, erano in contatto diretto col professore Nardi. «Qui vogliono fare sparire l’Autorità di Bacino del Serchio - afferma il sindaco Lunardi - ma alla prossima piena con chi dovrò interfacciarmi?».
Durante queste fasi, c’è anche il Centro funzionale della Regione da cui arrivano dati e informazioni. È probabile che la “palla” passerà alla Regione. Ma non è la stessa cosa. «Il rapporto di fiducia che si instaura con chi è sul territorio si costruisce giorno dopo giorno», dice Lunardi. E se l’Autorità di Bacino del Serchio scomparirà, verrà a mancare alle amministrazioni locali proprio questo riferimento sul territorio. «È un errore far scomparire l’Autorità di Bacino del Serchio - conclude Giancarlo Lunardi -. Bisogna capire che questo fiume è uno dei più pericolosi d’Italia. In maniera costante e sempre più spesso è in piena. I lavori da fare sono tanti e il mio territorio si trova alla fine di questo percorso tortuoso. Inoltre, la scomparsa delle Province aggraverà questo quadro. E chi terrà i rapporti con l’Enel che gestisce le dighe? Solo la diga di Vagli può trattenere 30 milioni di metri cubi d’acqua. Ultimamente, a monte della diga la portata era di 1.100 metri cubi e ne uscivano 900. E questo è importante perché arrivare in cima all’argine o no è tutta un’altra faccenda».
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