Sicurezza
Niente sabbia, bis per le spiagge di ghiaia
Assegnati i lavori, saranno realizzate anche tra le piazze Gorgona e Baleari. Favorevoli e contrari: dibattito acceso
PISA. Spiagge di ghiaia sì, spiagge di ghiaia no. Mentre la Provincia di Pisa ha da poco assegnato i lavori per raddoppiarle (dopo il tratto tra piazza Sardegna e piazza Gorgona saranno realizzate anche tra piazza Gorgona e piazza delle Baleari), un’altra volta il comitato “Porta un remo” manifesta la sua contrarietà («non hanno niente a che vedere con la tradizione di questo posto»). Le spiagge di ghiaia fanno discutere da sempre: nella grafica di questa pagina riassumiamo i motivi per i quali c’è chi è a favore e chi invece no. Un altro comitato, quello denominato “Salviamo il paesaggio del litorale pisano”, ha organizzato per il 17 gennaio un incontro al circolo Il Fortino dal titolo “Le ghiaie di Marina”: a fianco pubblichiamo un intervento del referente del comitato Fabiano Corsini.
Le spiagge di ghiaia di Marina hanno attirato critiche sin dalla loro prima versione, quella progettata dal Provveditorato alle Opere Marittime tra piazza Sardegna e piazza Gorgona (celle 6 e 7). Il problema, allora era che in occasione delle mareggiate più forti la ghiaia veniva scagliata in strada costringendo alla chiusura del traffico sulla litoranea. Poi, dopo il riassetto delle competenze, sono state le Regioni ad essere incaricate di gestire le questioni relative all’erosione costiera e, in seguito al trasferimento delle funzioni, le Province. Quella di Pisa ha rivisto profondamente il progetto introducendo soprattutto tre novità: l’utilizzo di ghiaia di maggiori dimensioni rispetto alla precedente; l’abbassamento sotto il livello del mare delle scogliere foranee e il loro incremento di sezione; il rafforzamento dei pennelli, ovvero le scogliere perpendicolari alla riva. I lavori, iniziati alla fine del 2006, sono terminati prima della stagione balneare 2008. Esperienze analoghe si trovano a Sanremo e Nizza.
In questi anni l’intervento, definito dagli enti «sperimentale», è stato tenuto sotto controllo per valutarne gli effetti. «Le opere - si legge in una relazione della Provincia - hanno mostrato la loro efficacia durante le diverse mareggiate che si sino avute sul litorale dopo il 2008. Il ripascimento è stato in grado di assorbire l’energia del moto ondoso senza tracimazioni sulla strada». Dunque, dal punto di vista tecnico, un via libera totale. E così è stato deciso che anche tra piazza Gorgona e piazza delle Baleari (celle 4 e 5) alla difesa dell’abitato di Marina provvederanno le spiagge di ghiaia, realizzate secondo gli stessi criteri. I lavori sono stati assegnati ad un’associazione di imprese (composta da Varia Costruzioni, Consorzio Pelagus e Tognetti) con sede a Lucca, per un importo di circa 4,4 milioni di euro. Ma perché non la sabbia anziché i sassi, come pure in un primo momento era stato ipotizzato per poter ricostituire il vecchio arenile? Doppia spiegazione da parte dell’assessore all’ambiente Valter Picchi: «Sarebbe servito uno stanziamento cinque volte superiore. In più consideriamo che non si possono utilizzare le cave sottomarine non essendo ancora stato classificato il loro materiale e quindi la sua reale capacità di integrazione con la sabbia locale».
Per il ripascimento in ghiaia saranno impiegati circa 60mila metri cubi di sassi (da cave terrestri). Le scogliere frangiflutti, lunghe circa 460 metri, saranno tutte sommerse: la sommità sarà portata un metro sotto il livello del mare (ora in media sono emerse per due metri) e saranno allargate fino a 20 metri. I lavori cominceranno in primavera e dovrebbero durare nove mesi, con interruzione solo nel mese di agosto.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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