La manifestazione
Incarico negato a dirigente Asl condannata a risarcire
Candidato escluso da una nomina vince il ricorso al Tar e ottiene 166mila euro L’azienda va al Consiglio di Stato anche per contestare l’importo della sentenza
PISA. Non gli affidarono l’incarico per il quale aveva i requisiti e preferirono nominare un altro candidato. A distanza di anni, un dirigente in pensione dell’Asl di Empoli ha vinto il ricorso al Tar contro l’azienda sanitaria pisana portando a casa - ma siamo in primo grado - un risarcimento danni di 166mila euro.
È la storia del dottor Loris Moroni a cui, a suo dire, fu precluso l’incarico di coordinatore dei servizi sociali nonostante avesse più titoli di chi poi ottenne la nomina.
L’Asl pisana nel 1995 aveva scelto un altro candidato. Moroni, all’epoca dirigente dell’azienda sanitaria di Empoli, aveva fatto ricorso al Tar contro la delibera di affidamento dell’incarico e nel 2004 lo aveva vinto.
Nel 2005 aveva chiesto i danni, ma la causa venne sballottata tra Tribunale ordinario e Cassazione fino a che non fu deciso che il giudice naturale doveva essere il Tar. Che si è pronunciato dando ragione al dirigente ora in pensione, assistito dall’avvocato Gianluca Baldi, che chiedeva il pagamento «di un importo pari all'ammontare delle differenze fra il trattamento retributivo da lui percepito quale dipendente della Asl 11 di Empoli nel periodo 1 gennaio 1995 - 31 dicembre 2006 e quello, più elevato, percepito dal titolare dell'incarico di Coordinatore dei servizi sociali della Asl 5, con l'aggiunta del danno derivante dalla mancata attivazione della posizione contributiva corrispondente a quell'incarico; o, in subordine, al risarcimento del danno da perdita di chance, da liquidarsi in via equitativa». Il conto presentato era di 671mila euro.
L’Asl ha impugnato la sentenza davanti al Consiglio di Stato affidandosi di nuovo all’avvocato Mario Pilade Chiti, già incaricato nella causa di fronte al Tar. Per l’azienda il dottor Moroni non può invocare «sulla base della sentenza 2328/2004, alcun automatismo fra annullamento della delibera del 21 febbraio 1995 e il suo diritto alla nomina a coordinatore provvisorio dei servizi sociali. Stante la natura fiduciaria dell'incarico, dall'annullamento della nomina non potrebbe intendersi che necessariamente l'incarico sarebbe spettato al dottor Moroni, essendo precluso al giudice il rinnovo dell'attività valutativa riservata all'amministrazione». Al di là della sostanza del ricorso, l’azienda pisana contesta anche la quantificazione del danno, «a partire dall'importo delle differenze retributive rivendicate dal ricorrente». La palla passa ora al Consiglio di Stato.
Pietro Barghigiani
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