Sicurezza
Pisa vista dagli inglesi «Non c’è solo la Torre»
Un lungo articolo sul quotidiano britannico The Independent spiega i motivi per i quali un visitatore non dovrebbe limitarsi a Piazza dei Miracoli
PISA. «La maggioranza dei visitatori scatta le foto al campanile e fugge nell’entroterra della Toscana. Ma è uno sbaglio». Difficile dire di meglio a proposito di Pisa e della sua offerta turistica. Questa gentile considerazione è all’inizio di un lungo articolo pubblicato sulla versione on line del quotidiano britannico The Independent, a firma di Mark Rowe. Il giornalista inglese si è messo nei panni di un turista che arriva dalla Gran Bretagna, spiegando come trascorrere del tempo a Pisa e soprattutto perché conviene andare oltre il classico “mordi e fuggi” alla Torre.
Un bello spot per la città, considerato che è collegata a molti aeroporti del Regno Unito attraverso i voli di diverse compagnie, dalla British Airways alla Ryanair. L’articolo di Rowe comincia proprio spiegando i motivi per cui è giusto non limitarsi alla visita di Piazza dei Miracoli: tra questi il fatto che Pisa è una «piacevole città universitaria», con chiese, gallerie e strade che si snodano nel centro storico. Subito ricorda le manifestazioni di spicco del Giugno Pisano, ovvero la Luminara e il Gioco del Ponte.
Poi inizia il suo viaggio per Pisa partendo da Piazza dei Miracoli con tutti i suoi monumenti. Nell’articolo si fa cenno ad indirizzi e numeri utili. Nella zona della piazza sono nominati anche l’orto botanico e il campanile, altrettanto storto, di San Nicola. Si arriva quindi nei pressi dell’Arno, dove colpiscono i palazzi di lungano Pacinotti. Un invito esplicito viene rivolto a visitare il Museo di Palazzo Reale, senza dimenticare sulla sponda opposta la Chiesa della Spina.
Ci sono anche consigli non strettamente culturali e nell’articolo si spendono parole di particolare apprezzamento per il Panificio Bolognese di via La Nunziatina, la Bottega del Gelato di piazza Garibaldi e la cioccolata di De Bondt. Questo genere di suggerimenti prosegue entrando in Borgo Stretto con i caffè e le focacce del Bar Settimelli e le torte di Salza.
Il giro per la città prosegue tornando verso il Duomo, dunque la tappa diventa obbligata in piazza dei Cavalieri e al palazzo sede della Scuola Normale, arrivando poi alla Chiesa di San Sisto ed a piazza Cavallotti. Rowe descrive la zona e ricorda come Pisa abbia ispirato molti poeti. Nell’articolo sono contenute anche indicazioni di servizio, come le camere e la pasticceria del complesso Residenza d’Epoca di via Santa Maria oppure i piatti legati al territorio dell’Osteria Bernardo di piazza San Paolo all’Orto. “Pisa: l’attrazione pendente della Toscana” è il titolo che riassume il viaggio in città.
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