Il dolore
Mian a Travaglio: «Ti invito a Miami»
Continua il botta e risposta dopo le accuse per l’ingresso di Ioannucci nel capitale dell’Unità
Mian-Travaglio, il duello continua. Ma senza armi sguainate, almeno da parte dell’imprenditore pisano. Chiamato in causa in quanto azionista dell’Unità, all’indomani della notizia dell’ingresso di Mauria Claudia Ioannucci (ex senatrice FI) nell’azionariato del giornale che fu di Gramsci, Mian aveva scritto una lettera aperta a Travaglio (che Il Tirreno aveva scoperto in anteprima) e venerdì è arrvata la risposta del vice direttore del Fatto quotidiano.
«Mi riprometto quanto prima - scrive fra l’altro Travaglio - di sottopormi alla visita guidata nei laboratori di Miami e alla prova dell’Edodisc, che immagino appassionante, anche per via della presenza di Charlotte e Kristine. Una sola precisazione: ho collaborato quotidianamente con l’Unità – come ben sanno il cane Gunther e il suo padrone – fra il 2002 e il 2009 dietro compensi piuttosto modesti, che però pensavo provenissero dalle casse di una società, la Nie, che si giovava delle buone tirature del quotidiano nelle gestioni Colombo, Padellaro e anche De Gregorio. Tant’è che l’azionista di maggioranza Renato Soru, arrivato nel 2008, annunciò che avrebbe rinunciato – come personalmente avevo più volte chiesto dalle colonne della stessa Unità – ai finanziamenti pubblici. Invece Mian sostiene che faceva tutto lui con i 200 milioni rimpatriati da lui e dal cane Gunther 12 anni fa con lo scudo fiscale dal Liechtenstein e dalle Bahamas. Se l’avesse detto prima, avrei chiesto un aumento di stipendio o magari, in alternativa, me ne sarei andato prima».
Lo stesso giornale nell’edizione di sabato 4 traccia a pagina 6 una lunga biografia di Mian, intitolata «Mian, vita da cani bugie e miliardi». E il farmacologo risponde. «Ringrazio Il fatto Quotidiano perchè ha citato Voltolino Gentili, facendomi commuovere, e perchè mi ha messo nella stessa pagina di Papa Francesco che è una gran brava persona e che tutti amiamo. Ci sono però alcune imprecisioni, che possono capuitare quando si scrive. Che il Vernacoliere mi abbia ignorato forse può dipendere dal fatto che non può conoscere bene la storia della famiglia Gentili a Pisa, dove qualcosa abbiamo fatto. Ma questo non importa. Importa un po’ di più che non abbiamo mai comprato Penthouse, come invece riporta Il Fatto; che non stiamo ricevendo alcuna royalty dall’ azienda farmaceutica venduta; e soprattutto, in relazione all’appoggio dato a suo tempo ai Radicali, che la pillola abortiva di cui si parla... semplicemente non era nostra ma di una ditta francese».
Aggiunge Mian: «I media per la Gunther Reform Holding sono importantissimi. Crediamo enormemente nel valore del pluralismo della comunicazione nella democrazia: siamo azionisti dell’Unità, abbiamo fatto un’offerta per un settimanale della Rcs purtroppo non accettata. e... ci piacerebbe entrare come soci, se ci vogliono, nel Fatto Quotidiano per il quale ho molta stima. Così potrei dare anche unostipendio adeguato a Trabaglio, se all’Unità guadagnava poco. A proposito, l’invito a Miami non è uno scherzo: sarei falice di fare una conferenza stampa sulle attività di ricerca dei Gunther Five, ovviamente anche con la presenza di Marco Travaglio».
Antonio Scuglia
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