Proteste
Pisa e i migranti, un docufilm nato in piazza
L’idea di tre studenti per una tesi. Poi si fermano e parlano anche il ministro Carrozza, Pagliari e Arma
PISA. È il cruccio di ogni amministrazione, la crescita degli studenti e il vanto di molti cittadini. È l’anima migrante di Pisa, il suo essere per vari versi terra di passaggio. Tre persone, tre giovani amici hanno provato a raccontarla quest’anima pisana. Per raccontare il passaggio devi stare fermo e osservare. Così hanno fatto Alice Tornabene, Simone Giusti e Margherita Guerri: hanno messo una telecamera in pieno centro, scelto largo Menotti come location e hanno fermato i passanti ponendo loro due semplici domande: «Qual è la prima cosa che ti viene in mente se ti dico la parola migrante e quale se ti dico casa?».
In più hanno raccolto testimonianze, racconti e storie in ordine sparso. Il tutto confluirà in un lungometraggio dal titolo “Alice nel paese delle promesse”. Ne è uscito uno spaccato della città e della sua anima contraddittoria, divisa tra slanci di accoglienza, solidarietà diffusa e picchi di insofferenza generalizzata. Poi capita che la fortuna dia una mano così fra i passanti di un pomeriggio si ferma il ministro Maria Chiara Carrozza, oppure che voglia parlare Dino Pagliari, allora allenatore del Pisa e spesso protagonista delle schermaglie politiche sul tema dell’immigrazione e che lasci la sua storia il bomber Rachid Arma.
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