Finanza
A S. Matteo la succursale della biblioteca
Un terzo dei libri troverà sistemazione definitiva nel museo. Il ministro: sarà una struttura sul modello Cambridge
PISA. Il museo di San Matteo si appresta a diventare una delle sedi fisse della biblioteca universitaria. L’indicazione è arrivata nell’ambito del recente incontro al ministero dei Beni culturali (Mibact) sul destino del palazzo della Sapienza. La perizia in sostanza ha detto che l’edificio aveva già i suoi problemi di staticità e che il terremoto del 2012 in Emilia ha aggravato la situazione. E che il primo passo per consentire la riapertura, quando sarà il momento, sarà togliere un po’ di libri dai soppalchi per alleggerire il carico.
E dove andrà questa parte di libri? Al museo di San Matteo, ma non in via temporanea come si era pensato finora. L’intenzione sembra proprio quella di valorizzare il patrimonio della biblioteca (di proprietà del Mibact) differenziando le sedi e le loro funzioni: quella al museo, si leggeva in una delle slide mostrate nella riunione di Roma, «diventa la sede succursale».
Ci sono altri due indizi in questa direzione. Uno è la spesa che il ministero sta sostenendo per attrezzare la parte del museo da adibire a biblioteca, ovvero la zona che ospitava il dipartimento di Storia delle Arti dell’Università. L’altro sono le parole che il ministro Massimo Bray rivolge spesso al museo di San Matteo. «Chi va a Pisa non può non sapere che a pochi metri dalla Torre c’è uno dei musei più belli, il San Matteo», aveva detto durante una puntata del programma “Che tempo che fa” su Rai3.
Inoltre Bray, nell’incontro al ministero, si è spinto anche oltre pensando per il San Matteo «un modello Cambridge». Ovvero una struttura dove si sommano museo, biblioteca e aule studio.
L’impegno economico del ministero al momento è sugli 800mila euro: 600mila per il trasloco e il restauro di una parte del San Matteo, 200mila per i lavori di allestimento al museo. Agli enti pisani è già stato fatto sapere che tale stanziamento potrebbe essere aumentato di altri 200mila euro, arrivando così ad un totale di un milione. Gli interventi sono in corso: sono stati bloccati per circa un mese, su disposizione dell’Asl, dopo che erano state trovate parti in amianto, ma il cantiere è già ripartito.
La biblioteca universitaria alla Sapienza può vantare 600mila volumi: 380.777 sono i libri “classici” e quelli più antichi; 104.641 la parte di periodici, opuscoli, dispense; altri 115mila libri sono invece in un magazzino nella vicina via San Frediano di proprietà del Comune.
Sono circa un terzo i volumi che dovranno lasciare la Sapienza, in pratica la cifra relativa a periodici, opuscoli, eccetera. Da qui la diversa connotazione pensata per il futuro: nella Sapienza riaperta “solo” i libri classici, con un’emeroteca a caratterizzare invece la succursale al San Matteo. Dove il progetto prevede due aule studio da 90 mq, più uffici su due piani da 600 mq complessivi.
L’idea trova consenso. «La soluzione del San Matteo - dice l’assessore alla cultura Dario Danti - consentirebbe di creare un collegamento con la biblioteca comunale alle Piagge: sarebbe una sorta di sistema bibliotecario lungo l’Arno che parte dalla Sapienza, passa per il San Matteo e per il polo universitario delle Piagge, arrivando fino alla biblioteca».
Secondo i programmi, i locali dell’ex dipartimento di Storia delle Arti saranno pronti entro il prossimo maggio.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
